**Lead**
I leader di Finlandia e Norvegia, Alexander Stubb e Jonas Gahr Støre, hanno incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, in un vertice che ha colto di sorpresa le cancellerie occidentali. La premier danese Mette Frederiksen ha immediatamente espresso critiche feroci, accusando l’Italia di aver incoraggiato, con la sua posizione ambigua, il riavvicinamento tra i paesi nordici e il Cremlino. L’incontro, avvenuto nella residenza presidenziale di Novo-Ogaryovo, ha suscitato preoccupazioni per l’unità dell’Unione Europea e della NATO in un momento di massima tensione con la Russia.
**Contexto**
Il rapporto tra i paesi nordici e la Russia è storicamente complesso, segnato da periodi di cooperazione e da conflitti aperti. Dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, Finlandia e Norvegia hanno aderito a sanzioni draconiane e hanno rafforzato la loro presenza nella NATO. Tuttavia, negli ultimi mesi sono emerse voci di contatti informali tra Mosca e Helsinki, alimentate da esigenze economiche legate all’energia e al commercio di materie prime. L’Italia, sotto la guida di Giorgia Meloni, ha mantenuto una linea pragmatica, sostenendo le sanzioni ma cercando di preservare canali di dialogo con la Russia, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di gas. Questa posizione ha generato attriti con i paesi nordici, che vedono Roma come un possibile cavallo di Troia per gli interessi russi in Europa.
Il vertice di Mosca è stato organizzato in gran segreto. Secondo fonti diplomatiche, i tre leader hanno discusso di corridoi umanitari in Ucraina, di un eventuale cessate il fuoco e di accordi energetici bilaterali. La presenza di Stubb e Støre rappresenta una svolta significativa, poiché finora i leader nordici avevano evitato qualsiasi contatto diretto con Putin. La premier danese, intervenuta in una conferenza stampa a Copenaghen, ha dichiarato che «l’Italia, con la sua continua ambiguità, ha spianato la strada a questo incontro folle». Frederiksen ha sottolineato che Roma non ha mai rotto del tutto i legami con Mosca e che ora paga il prezzo di una politica estera incerta.
**Analise**
L’incontro di Mosca ha implicazioni profonde per l’architettura di sicurezza europea. Da un lato, mostra una spaccatura all’interno del fronte occidentale, con paesi come Finlandia e Norvegia che sembrano privilegiare i propri interessi nazionali a scapito della solidarietà atlantica. Dall’altro, evidenzia il ruolo destabilizzante dell’Italia, che con la sua posizione mediana ha permesso a Putin di trovare un punto d’appoggio in Europa. La premier danese ha accusato Roma di «giocare su due tavoli», minando la credibilità delle sanzioni e offrendo a Mosca un’ancora di salvezza economica e politica.
Questa crisi potrebbe innescare un ripensamento delle alleanze all’interno dell’UE. Paesi come la Polonia e gli Stati baltici già guardano con sospetto alle aperture italiane verso la Russia. La critica di Frederiksen non è isolata: anche altri leader nordici, come la svedese Ulf Kristersson, hanno espresso perplessità, sebbene in toni più cauti. L’Italia si trova ora sotto pressione per chiarire la sua posizione. Giorgia Meloni, finora silenziosa, potrebbe essere costretta a convocare una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri per discutere la linea diplomatica.
La riunione di Mosca rappresenta anche un test per la NATO. Sebbene i vertici militari dell’Alleanza abbiano minimizzato l’incontro, definendolo «esplorativo», il segretario generale Jens Stoltenberg ha chiesto trasparenza ai governi di Helsinki e Oslo. Nel frattempo, la Danimarca ha annunciato un inasprimento delle misure contro le imprese italiane che commerciano con la Russia, inasprendo ulteriormente le relazioni bilaterali. La situazione è in evoluzione, e il prossimo vertice UE di dicembre sarà cruciale per ridefinire la strategia comune.
**Fontes**
Fonti diplomatiche europee; dichiarazioni ufficiali del governo danese; comunicati della presidenza finlandese e norvegese; analisi di centri studi internazionali (in particolare l’Istituto Affari Internazionali di Roma e il Finnish Institute of International Affairs); reportage di agenzie di stampa internazionali (Reuters, Associated Press, AFP).
Por Renan Filho · 2026-10-27