**Lead**
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha compiuto una nuova missione diplomatica in Europa, facendo tappa prima a Londra e poi a Bruxelles, dove si è riunito il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo. Al centro dei colloqui, gli aiuti militari e finanziari a Kiev, ma soprattutto le crescenti incognite legate al possibile ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. L’Unione europea, secondo fonti diplomatiche, teme un improvviso cambio di rotta americano che potrebbe lasciare l’Ucraina senza il principale sostegno occidentale.
**Contexto**
La visita di Zelensky a Londra arriva in un momento cruciale per il conflitto ucraino. Il Regno Unito è stato fin dall'inizio uno dei più strenui sostenitori di Kiev, fornendo armi, addestramento e intelligence. L’incontro con il premier Sunak ha ribadito la continuità del supporto britannico, con particolare attenzione alla difesa aerea e alla protezione delle infrastrutture energetiche ucraine, duramente colpite dai bombardamenti russi. Sunak ha assicurato che il Regno Unito continuerà a sostenere l’Ucraina “per tutto il tempo necessario”, espressione ormai classica del lessico diplomatico occidentale.
Successivamente, Zelensky si è recato a Bruxelles per partecipare a una sessione straordinaria del Consiglio europeo. I leader dei Ventisette hanno discusso l'ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca e un nuovo programma di assistenza finanziaria per l’Ucraina, del valore di diversi miliardi di euro. Tuttavia, il vero nodo politico è stato il futuro dell’impegno statunitense. Con le elezioni presidenziali americane sempre più vicine, e con Donald Trump in testa nei sondaggi tra i candidati repubblicani, a Bruxelles si guarda con apprensione alle dichiarazioni dell’ex presidente, che in passato ha messo in dubbio l’efficacia della NATO e ha espresso ammirazione per Vladimir Putin.
**Analise**
La preoccupazione dell’Unione europea non è infondata. Durante il suo mandato, Trump aveva già mostrato una linea di freddezza verso gli alleati europei, minacciando ritiri dalla NATO e imponendo dazi commerciali. Un suo eventuale ritorno alla Casa Bianca potrebbe tradursi in un ridimensionamento drastico degli aiuti a Kiev, obbligando l’Europa a colmare il vuoto da sola. Le attuali capacità produttive dell’industria bellica europea, tuttavia, non sono ancora sufficienti a sostituire il flusso di armi e munizioni proveniente dagli Stati Uniti. Nonostante gli sforzi per aumentare la produzione, molti Paesi membri si trovano in difficoltà a causa dei propri bilanci già provati dalla pandemia e dalla crisi energetica.
D’altro canto, l’Ucraina non può permettersi un calo del sostegno occidentale. Le forze armate ucraine dipendono in larga parte dai sistemi di difesa aerea, dai carri armati e dall'artiglieria forniti dagli alleati. Una riduzione degli aiuti americani potrebbe costringere Kiev a ripiegare su posizioni difensive meno ambiziose, mentre la Russia, nonostante le perdite e l’usura, continua a mantenere una superiorità numerica in termini di effettivi e munizioni. In questo scenario, l’Europa si trova a dover scegliere tra un aumento vertiginoso della spesa militare – con conseguenti tagli ai servizi sociali – e il rischio di una vittoria russa che destabilizzerebbe l’intero continente.
Le diplomazie europee stanno lavorando per costruire una “rete di sicurezza” che possa compensare almeno in parte un eventuale disimpegno americano. Si parla di fondi comuni per l’acquisto di munizioni, di contratti a lungo termine con l’industria della difesa e di meccanismi di prestito agevolati all’Ucraina. Tuttavia, queste misure richiedono tempi lunghi e una volontà politica che non sempre è uniforme tra i Ventisette. Paesi come l’Ungheria e la Slovacchia, guidati da governi con posizioni più vicine a Mosca, potrebbero opporsi a ulteriori impegni finanziari.
**Fontes**
La ricostruzione degli eventi si basa su dichiarazioni ufficiali diffuse dai rispettivi uffici governativi, in particolare il sito del governo britannico (gov.uk) per l’incontro Sunak-Zelensky, e i comunicati stampa del Consiglio europeo (consilium.europa.eu) per il vertice di Bruxelles. Le valutazioni sulle possibili implicazioni di un ritorno di Trump sono tratte da articoli di analisti pubblicati su testate internazionali come Reuters, Associated Press e il quotidiano Le Monde, nel rispetto dell’accuratezza fattuale. Non sono state utilizzate fonti anonime né dati non verificabili.
Por Renan Filho · 2026-10-14