**Lead**
Il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store hanno contattato il presidente russo Vladimir Putin nei giorni scorsi, in un tentativo di sondare le condizioni per un cessate il fuoco in Ucraina. La mossa, confermata da fonti diplomatiche a Helsinki e Oslo, ha suscitato reazioni contrastanti tra i partner europei. La presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha lanciato un appello affinché l'Unione Europea non proceda in ordine sparso, sottolineando la necessità di una strategia coordinata. "L'Ue deve parlare con una sola voce", ha dichiarato Meloni durante un vertice informale a Bruxelles, secondo quanto riferito da partecipanti.
**Contexto**
Le telefonate di Stubb e Store a Putin rappresentano una novità nel panorama diplomatico occidentale. Finlandia e Norvegia, entrambe membri della NATO, hanno storicamente mantenuto una posizione dura nei confronti di Mosca dopo l'invasione su vasta scala dell'Ucraina del febbraio 2022. Tuttavia, con il conflitto che si avvicina al terzo anno, alcuni leader nordici hanno iniziato a valutare canali di dialogo diretto. Stubb, già primo ministro finlandese e ora presidente, ha sempre sostenuto una linea di deterrenza, ma negli ultimi mesi ha espresso la necessità di esplorare vie diplomatiche. Store, a capo del governo norvegese, ha ribadito che "qualsiasi contatto con Putin non significa riconoscimento della sua aggressione, ma un dovere umanitario per fermare le sofferenze".
Le reazioni a queste iniziative sono state miste. Paesi baltici e Polonia hanno espresso cautela, temendo che dialoghi separati possano indebolire la posizione comune dell'Ue e della NATO. La Germania, attraverso il cancelliere Olaf Scholz, ha preferito non commentare direttamente, ma fonti governative tedesche hanno fatto sapere che Berlino segue gli sviluppi con attenzione. La Francia, dal canto suo, ha ricordato che qualsiasi negoziato deve coinvolgere Kiev e non può prescindere dal principio di integrità territoriale ucraina.
Meloni, intervenendo al Consiglio europeo, ha sottolineato il rischio di frammentazione: "Non possiamo permetterci iniziative unilaterali che minano la credibilità dell'Unione. Serve una linea comune, decisa insieme, che metta al centro la sovranità dell'Ucraina e la sicurezza dell'intero continente". Le parole della premier italiana arrivano in un momento delicato, con l'Ue che cerca di mantenere la coesione mentre le elezioni in alcuni stati membri potrebbero portare a governi più inclini a posizioni accomodanti verso Mosca.
**Analise**
L'iniziativa nordica solleva interrogativi sul futuro della strategia occidentale. Da un lato, il contatto diretto con Putin può essere interpretato come un tentativo di rompere lo stallo diplomatico, ormai evidente dopo mesi di controffensive ucraine senza risultati decisivi. Dall'altro, rischia di creare un precedente pericoloso: se ogni Paese membro dell'Ue o della NATO intavola dialoghi separati con Mosca, il fronte compatto potrebbe sgretolarsi, offrendo al Cremlino l'opportunità di sfruttare le divisioni.
Meloni, da sempre assertiva sulla necessità di sostenere Kiev militarmente e finanziariamente, cerca di fungere da collante. Il suo richiamo all'ordine non è solo formale: l'Italia, sotto la sua guida, ha mantenuto una linea ferma, pur con qualche apertura a ipotesi di mediazione, come quella emersa nei colloqui con il premier ungherese Viktor Orbán. Ma l'equilibrio è fragile. I prossimi mesi saranno cruciali: se la controffensiva ucraina non produrrà progressi significativi, le pressioni per un negoziato aumenteranno, e con esse le tentazioni di dialoghi bilaterali.
Il ruolo di Stubb e Store è emblematico di un Nord Europa tradizionalmente pragmatico. La Finlandia, dopo l'adesione alla NATO, si sente più sicura e può permettersi di sondare Mosca senza timori esistenziali. La Norvegia, ricca di idrocarburi, ha interessi energetici che intersecano le relazioni con la Russia. Tuttavia, entrambi i leader sanno che ogni passo falso potrebbe isolare i loro paesi all'interno dell'alleanza. Per ora, le chiamate a Putin restano esplorative, ma già stanno modificando il panorama politico.
**Fontes**
Fonti diplomatiche finlandesi e norvegesi, dichiarazioni pubbliche di Alexander Stubb, Jonas Gahr Store e Giorgia Meloni (agenzie stampa internazionali come Reuters, Associated Press, Ansa). Informazioni contestuali tratte da rapporti del Consiglio europeo e della NATO.
Por Renan Filho · 2026-10-27