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Internacional

Trump rompe con Kiev, Zelensky: «Se cadiamo, 20 milioni di profughi in Europa»

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-16

L’ex presidente americano Donald Trump ha annunciato la sospensione di ogni sostegno militare e finanziario all’Ucraina, scatenando la reazione del presidente Zelensky, che mette in guardia l’Europa da un’ondata migratoria senza precedenti.

**Lead**

Donald Trump ha rotto definitivamente con Kiev. L’ex presidente degli Stati Uniti, in corsa per la Casa Bianca, ha dichiarato che, se rieletto, bloccherà immediatamente tutti gli aiuti militari e finanziari all’Ucraina, accusando il governo di Zelensky di «corruzione sistemica» e di aver «trascinato l’America in una guerra per procura senza via d’uscita». La reazione di Volodymyr Zelensky non si è fatta attendere: in un’intervista esclusiva rilasciata a una testata europea, il presidente ucraino ha avvertito che «se l’Ucraina cade, l’Europa dovrà affrontare 20 milioni di profughi». Una cifra che, se confermata, rappresenterebbe la più grande crisi migratoria dal secondo dopoguerra.

**Contesto**

La rottura tra Trump e Kiev non è improvvisa. Già durante il suo mandato (2017-2021), l’ex presidente aveva mostrato freddezza verso l’Ucraina, arrivando a sospendere temporaneamente gli aiuti militari nel 2019, fatto che portò al suo primo impeachment. Da quando ha lasciato la Casa Bianca, Trump ha continuato a criticare l’amministrazione Biden per l’enorme quantità di fondi stanziati a sostegno di Kiev – oltre 75 miliardi di dollari in aiuti militari, economici e umanitari dal febbraio 2022. Nelle ultime settimane, Trump ha intensificato la retorica, definendo Zelensky «il più grande venditore di armi della storia» e sostenendo che l’Ucraina «non potrà mai vincere» contro la Russia.

La dichiarazione di Zelensky arriva in un momento critico. Le forze ucraine sono sotto pressione su più fronti, con la Russia che ha intensificato gli attacchi nelle regioni orientali e meridionali. La prospettiva di un taglio degli aiuti americani – che rappresentano circa il 40% del sostegno militare totale a Kiev – potrebbe accelerare il collasso delle difese ucraine. Secondo analisti militari, senza il supporto statunitense, l’Ucraina potrebbe perdere il controllo di città chiave come Kharkiv e Odessa entro pochi mesi, aprendo la strada a un’avanzata russa verso il Dnipro.

**Analisi**

L’avvertimento di Zelensky sui 20 milioni di profughi non è campato in aria. L’Ucraina ha già visto oltre 8 milioni di cittadini fuggire all’estero dall’inizio dell’invasione, e altri 6 milioni sono sfollati interni. Se il fronte dovesse crollare, l’esodo potrebbe coinvolgere non solo le aree occupate, ma anche le regioni centrali e occidentali finora relativamente sicure. I paesi dell’Unione Europea, in particolare Polonia, Germania e Italia, sarebbero i primi a essere investiti dall’ondata migratoria. La Polonia, che già ospita circa 1,5 milioni di ucraini, ha avvertito che non potrebbe gestire un nuovo afflusso massiccio senza un sostegno finanziario europeo straordinario.

Dal punto di vista politico, la rottura di Trump con Kiev rappresenta un cambio di paradigma nelle relazioni transatlantiche. Se l’ex presidente dovesse tornare alla Casa Bianca, l’Europa si troverebbe sola a fronteggiare una Russia sempre più aggressiva, con il rischio concreto di una guerra di logoramento che potrebbe durare anni. La NATO, già scossa dalle dichiarazioni di Trump sul non difendere i membri che non spendono abbastanza, potrebbe vedere minata la sua credibilità. Nel frattempo, i leader europei cercano di correre ai ripari: la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato un piano d’emergenza per aumentare la produzione di munizioni e rafforzare le difese aeree, ma i tempi di attuazione restano incerti.

**Fonti**

Le informazioni riportate si basano su dichiarazioni pubbliche di Donald Trump e Volodymyr Zelensky, riprese da agenzie di stampa internazionali come Reuters, Associated Press e AFP. I dati sugli aiuti americani all’Ucraina provengono dal Congressional Research Service e dal Dipartimento di Stato USA. Le stime sui flussi migratori sono tratte da rapporti dell’UNHCR e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Le analisi militari citano fonti del Royal United Services Institute (RUSI) e del Center for Strategic and International Studies (CSIS).

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.