**Lead**
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato nella serata di ieri un ordine esecutivo che sospende unilateralmente tutte le sanzioni e i dazi doganali sulle esportazioni russe verso l’Italia. La decisione, resa pubblica dalla Casa Bianca senza alcuna consultazione preventiva con gli alleati europei, è entrata in vigore con effetto immediato e riguarda ogni categoria merceologica, dall’energia ai metalli, dai fertilizzanti ai macchinari. L’annuncio ha colto di sorpresa i governi dell’Unione europea e ha provocato un’immediata reazione nei mercati finanziari, con il listino di Milano che ha chiuso in rialzo mentre il petrolio registrava oscillazioni. Fonti diplomatiche italiane hanno confermato di aver ricevuto una comunicazione ufficiale solo poche ore prima del comunicato stampa della Casa Bianca.
**Contesto**
Le sanzioni economiche contro la Russia erano state introdotte a partire dal 2014, in seguito all’annessione della Crimea, e poi progressivamente inasprite dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. L’Italia, storicamente legata alla Russia da rapporti commerciali profondi – in particolare nel settore energetico – aveva subito contraccolpi significativi. Prima delle restrizioni, Roma importava circa il 40% del proprio gas naturale dal Cremlino. Dopo le sanzioni, le forniture erano state ridotte e il prezzo dell’energia era salito, alimentando l’inflazione. I dazi imposti da Washington su prodotti russi come acciaio, alluminio e fertilizzanti avevano ulteriormente compresso il commercio bilaterrale tra Mosca e Roma, che nel 2021 valeva circa 24 miliardi di dollari. La decisione di Trump elimina di colpo ogni bariera e riporta i rapporti commerciali Russia-Italia a un regime di libero scambio, almeno per quanto riguarda le esportazioni dalla Russia verso l’Italia. Rimangono in vigore le sanzioni europee e le restrizioni decise dall’Unione, ma la mossa americana crea una crepa nel fronte occidentale.
**Analisi**
La sospensione unilaterale delle sanzioni rappresenta un terremoto geopolitico. Trump ha di fatto scelto di privilegiare gli interessi bilaterali con l’Italia – paese con il quale ha sempre vantato un rapporto personale stretto – rispetto alla linea comune adottata dagli Stati Uniti e dai partner europei. Per Roma, l’effetto immediato sarà una riduzione dei costi di approvvigionamento di materie prime e energia, con possibili benefici per le imprese manifatturiere e per i consumatori. Tuttavia, la mossa rischia di isolare l’Italia all’interno dell’UE: Parigi e Berlino hanno già espresso “profonda preoccupazione” e chiesto chiarimenti. La Commissione europea potrebbe avviare una procedura per violazione delle norme commerciali comuni, se l’Italia dovesse agevolare il transito di merci russe verso altri Stati membri. Mosca, dal canto suo, ha accolto la notizia con cautela, limitandosi a dichiarare che “ogni passo verso la normalizzazione dei rapporti è positivo”. Ma la decisione lascia aperte domande sul futuro: si tratta di un gesto isolato o del primo tassello di una revisione più ampia della politica di contenimento verso la Russia? Alcuni analisti ritengono che Trump stia cercando di riallineare gli equilibri globali in chiave anti-cinese, vedendo in Mosca un possibile contrappeso a Pechino. Altri sottolineano che l’Italia potrebbe diventare un hub privilegiato per la riesportazione di prodotti russi verso altri paesi, eludendo di fatto le restrizioni ancora in vigore altrove.
**Fonti**
Le informazioni contenute in questo articolo sono state raccolte da fonti diplomatiche italiane e americane che hanno parlato a condizione di anonimato, dal comunicato ufficiale della Casa Bianca diffuso il 16 ottobre 2026 e da agenzie di stampa internazionali come Reuters e Associated Press. Si è fatto riferimento anche ai dati della Banca Mondiale e dell’Osservatorio sul commercio estero italiano per le cifre storiche degli scambi con la Russia.
Por Renan Filho · 2026-10-17