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Il Sole 24 Ore, nella sua edizione odierna, ha anticipato l'ipotesi di un aumento della cosiddetta maxideduzione per le assunzioni di giovani e madri, una misura fiscale che potrebbe entrare nella prossima legge di Bilancio del governo italiano. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano economico, il governo starebbe valutando un rafforzamento dello sconto IRAP e IRES per le imprese che assumono a tempo indeterminato under 35 e donne con almeno un figlio, con l'intento di contrastare il calo demografico e la bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro. La proposta, ancora in fase di discussione tecnica, prevede un incremento del costo deducibile per ogni nuova assunzione, che potrebbe arrivare fino a un tetto massimo superiore a quello attuale.
**Contesto**
La maxideduzione è uno strumento già esistente nel panorama fiscale italiano, introdotto per incentivare l'occupazione stabile. Attualmente permette alle aziende di dedurre dal reddito imponibile un importo maggiorato del costo del lavoro per nuove assunzioni a tempo indeterminato, con un limite annuo. Nel corso degli anni, la misura è stata oggetto di ampliamenti e proroghe, ma la sua efficacia è stata dibattuta tra studiosi e associazioni di categoria. Il Sole 24 Ore, citando fonti vicine al Ministero dell'Economia, riferisce che l'ipotesi allo studio prevede un innalzamento significativo del tetto di deducibilità per le categorie target, con un focus particolare sulle donne e sui giovani, due fasce storicamente penalizzate nel mercato del lavoro italiano.
Il quadro economico attuale vede il tasso di disoccupazione giovanile attestarsi su livelli ancora elevati, nonostante un leggero miglioramento negli ultimi trimestri. Parallelamente, il tasso di occupazione femminile in Italia resta tra i più bassi d'Europa, con un gap significativo rispetto alla media UE. La crisi demografica, con una natalità in costante calo, ha spinto il governo a considerare misure che possano facilitare l'ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro, riducendo gli ostacoli legati alla maternità. La maxideduzione, in questo contesto, viene vista come uno strumento per abbassare il costo del lavoro per le imprese, incentivandole a fare assunzioni stabili.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il disegno della proposta sarebbe ancora in fase embrionale, con diversi nodi tecnici da sciogliere. Tra questi, l'architettura dell'incentivo: se applicare un incremento lineare per tutte le assunzioni delle categorie protette o prevedere una maggiorazione progressiva in base all'età o al numero di figli. Inoltre, restano da definire le risorse finanziarie necessarie, in un contesto di bilancio pubblico già teso dalle regole del nuovo Patto di Stabilità europeo. Le prime stime, non ufficiali, parlano di un costo potenziale che potrebbe oscillare tra le poche centinaia di milioni e oltre un miliardo di euro, a seconda dell'intensità dell'intervento.
**Analisi**
L'ipotesi di un potenziamento della maxideduzione assume un significato particolare in un momento in cui il governo cerca di bilanciare la necessità di stimolare l'occupazione con la disciplina fiscale. Da un lato, l'incentivo all'assunzione di giovani e madri è coerente con le priorità indicate dalla Commissione Europea nel Semestre europeo, che chiede all'Italia di migliorare l'occupazione femminile e giovanile. Dall'altro, l'estensione della misura rischia di generare un effetto di spiazzamento: le imprese potrebbero concentrarsi sulle categorie agevolate a scapito di altri lavoratori, o peggio, trasformare contratti temporanei in indeterminati solo per ottenere il beneficio, senza un reale incremento occupazionale netto.
L'esperienza passata con la maxideduzione e con altri bonus assunzionali mostra che l'efficacia dipende dalla semplicità della misura e dalla stabilità normativa. Se il governo riuscisse a coniugare un aumento della deducibilità con una semplificazione delle procedure, l'impatto potrebbe essere positivo, soprattutto per le piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale del tessuto produttivo italiano. Tuttavia, senza adeguate risorse e un disegno coerente con le politiche attive del lavoro, l'incentivo rischia di diventare un costo per lo Stato senza i risultati sperati. Il dibattito è aperto, e Il Sole 24 Ore anticipa che nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori dettagli dalle audizioni parlamentari e dalle riunioni tecniche al Ministero dell'Economia.
**Fonti**
Il Sole 24 Ore – articolo del 26 ottobre 2026 sull'ipotesi di aumento della maxideduzione per assunzioni di giovani e madri. Le informazioni di contesto relative alla situazione occupazionale e demografica italiana sono basate su dati pubblicati da ISTAT e dalla Commissione Europea, consultabili nei rispettivi rapporti annuali.
Por Renan Filho · 2026-10-24