**Lead**
La Procura della Repubblica ha avviato un’attività istruttoria sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, acquisendo ufficialmente gli atti relativi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess). L’iniziativa, resa nota nelle ultime ore, segna un nuovo capitolo nella tormentata storia dell’opera, oggetto di polemiche politiche e giudiziarie da decenni. L’acquisizione documentale riguarda in particolare le delibere di approvazione, le analisi costi-benefici e gli eventuali pareri tecnici prodotti dagli enti coinvolti.
**Contesto**
Il Ponte sullo Stretto, un collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, è uno dei progetti infrastrutturali più discussi d’Italia. I primi studi risalgono agli anni Settanta, ma solo nel 2023 il governo ha approvato un decreto legge per sbloccare i finanziamenti e accelerare l’iter. L’opera, dal costo stimato in oltre 12 miliardi di euro, è sostenuta dalla maggioranza di centrodestra e in particolare dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ne ha fatto un cavallo di battaglia. Tuttavia, le perplessità non mancano: ambientalisti, comitati locali e alcuni esperti di economia dei trasporti hanno sollevato dubbi sull’impatto ambientale, sulla reale domanda di traffico e sull’effettiva sostenibilità economica del progetto.
Il Cipess, presieduto dal presidente del Consiglio o da un ministro delegato, ha il compito di coordinare la programmazione economica e di approvare gli investimenti pubblici strategici. Il Mit, dal canto suo, è l’ente attuatore principale. La richiesta di atti della Procura – che secondo fonti giudiziarie sarebbe partita da un esposto presentato da alcuni cittadini e associazioni – mira a verificare la completezza e la regolarità delle procedure seguite, nonché la sussistenza di eventuali profili di danno erariale o di reati connessi all’affidamento degli appalti.
Va ricordato che negli ultimi anni si sono succedute diverse inchieste preliminari sul progetto. Nel 2024, la Corte dei Conti aveva già avviato un’indagine conoscitiva sui costi, mentre il Consiglio di Stato aveva espresso pareri critici su alcuni aspetti della concessione. L’attuale mossa della Procura, tuttavia, rappresenta un salto di livello: si tratta di un’attività istruttoria formale che potrebbe portare all’iscrizione di indagati o a richieste di ulteriori accertamenti tecnici.
**Analisi**
L’acquisizione degli atti da parte della magistratura ordinaria introduce un elemento di incertezza in un cronoprogramma già molto serrato. Il governo punta ad aprire i cantieri entro il 2027, ma un intervento giudiziario potrebbe ritardare le procedure di affidamento o addirittura bloccarle, qualora emergessero irregolarità. Non è un caso che la notizia arrivi in un momento politico delicato: il Parlamento sta discutendo la legge di bilancio, e il Ponte è uno dei progetti faro dell’esecutivo. Una frenata giudiziaria potrebbe alimentare le tensioni tra le forze di maggioranza e dare nuova voce all’opposizione, che da tempo chiede una revisione complessiva del piano.
Dal punto di vista economico, il Ponte sullo Stretto è considerato un volano per lo sviluppo del Mezzogiorno, ma anche un potenziale buco nero per le finanze pubbliche. Gli studi di fattibilità commissionati dal Mit indicano un rapporto costi-benefici positivo solo in scenari ottimistici di crescita del traffico. La Procura, chiedendo gli atti, potrebbe voler verificare se le valutazioni siano state condotte in modo trasparente e se siano state considerate alternative meno costose, come il potenziamento dei collegamenti marittimi e ferroviari esistenti.
L’inchiesta potrebbe anche toccare il nodo dei finanziamenti europei: l’Italia ha chiesto risorse del Pnrr per opere connesse, ma la Commissione europea ha sempre mostrato freddezza verso il Ponte. Se emergessero criticità nelle procedure di spesa, il rischio è che Bruxelles possa chiedere la restituzione di fondi già erogati o negare futuri cofinanziamenti.
**Fonti**
La notizia è stata riportata da agenzie di stampa nazionali e da testate locali, che hanno citato fonti giudiziarie e ministeriali. Le informazioni relative all’acquisizione degli atti al Mit e al Cipess sono state confermate da uffici stampa di entrambi gli enti. Il contenuto specifico dei documenti richiesti non è stato reso pubblico, ma si presume includa le delibere Cipess del 2023 e del 2024, nonché i pareri tecnici del Mit e delle società di progettazione coinvolte. La Procura non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma l’iniziativa è coerente con le prassi istruttorie previste dal codice di procedura penale.
Por Renan Filho · 2026-10-21