**Lead**
Un duro colpo per il piano strategico di Monte dei Paschi di Siena. Durante l'assemblea degli azionisti tenutasi oggi a Siena, la maggioranza dei soci ha bocciato le offerte presentate dal ceo Luigi Lovaglio per l'acquisizione di Mediobanca e la successiva fusione tra i due istituti. La proposta, considerata troppo ambiziosa e rischiosa da molti investitori, è stata travolta dal voto contrario, segnando una sconfitta personale per Lovaglio e aprendo un'incognita sulla governance della banca più antica del mondo.
**Contexto**
La vicenda affonda le radici nel complesso percorso di privatizzazione di Mps, tornato sotto il controllo pubblico dopo la crisi del 2017. Con lo Stato ancora azionista di maggioranza relativa (circa 39% attraverso il Tesoro), il management ha cercato di accelerare il ritorno a un assetto privato attraverso operazioni di consolidamento. Il progetto Lovaglio, presentato nei mesi scorsi, prevedeva un'offerta pubblica di scambio volontaria per rilevare una quota di controllo di Mediobanca, con l'obiettivo di creare un terzo polo bancario in grado di competere con UniCredit e Intesa Sanpaolo. La fusione successiva avrebbe dovuto generare sinergie significative, riducendo i costi e aumentando la massa critica.
Tuttavia, già nelle settimane precedenti il voto, diversi azionisti istituzionali avevano espresso perplessità. Il fondo americano BlackRock, che detiene una partecipazione rilevante in Mps, aveva chiesto chiarimenti sulla sostenibilità finanziaria dell'operazione e sul premio offerto agli azionisti Mediobanca. Anche alcuni soci italiani, come Fondazione Cariplo e altri enti locali, avevano manifestato scetticismo, sottolineando il rischio di diluizione per gli attuali azionisti Mps e l'eccessivo indebitamento necessario per finanziare l'acquisizione.
Il voto di oggi ha sancito la sconfitta: con il 58% dei voti contrari, l'assemblea ha bocciato sia l'autorizzazione a procedere con l'offerta sia la delibera per l'aumento di capitale necessario a sostenerla. Lovaglio, che aveva scommesso la sua carriera su questo progetto, si trova ora in una posizione delicata. Fonti vicine al consiglio di amministrazione riferiscono che il cda si riunirà nei prossimi giorni per valutare le dimissioni del ceo o un nuovo mandato ridimensionato.
**Analise**
La bocciatura del piano Lovaglio rappresenta un punto di svolta per il sistema bancario italiano. Da un lato, conferma la difficoltà di realizzare operazioni di merger & acquisition in un contesto di incertezza sui tassi di interesse e di vigilanza prudenziale da parte della Bce. Dall'altro, mette in luce il conflitto tra la strategia di consolidamento voluta dal governo (che spinge per una soluzione di mercato per Mps) e le resistenze degli azionisti privati, preoccupati per la redditività a breve termine.
Per Mediobanca, il fallimento dell'offerta elimina un'ipotesi di scalata indesiderata, ma lascia aperto il nodo della sua indipendenza. La banca milanese, storicamente legata al capitalismo italiano, potrebbe ora tornare al centro di altri progetti di aggregazione, magari con Banca Popolare di Sondrio o con soggetti esteri. Per Mps, invece, si apre una fase di stallo. Senza una fusione, l'istituto senese rischia di rimanere una realtà di medie dimensioni, esposta a margini compressi e a un costo del funding elevato. Lo Stato, principale azionista, dovrà decidere se mantenere la partecipazione o cercare un nuovo partner industriale, forse aprendo a un'offerta da parte di UniCredit, che già in passato aveva mostrato interesse.
La figura di Luigi Lovaglio esce indebolita dal voto. Nominato nel 2021 con il compito di traghettare Mps fuori dalla crisi e verso la privatizzazione, il manager ha ottenuto risultati operativi positivi, come la riduzione dei crediti deteriorati e il miglioramento del margine di interesse. Ma la scommessa su Mediobanca si è rivelata troppo azzardata. Analisti interpellati da Bloomberg sottolineano che, senza un cambio di strategia, Lovaglio potrebbe non sopravvivere a lungo alla guida della banca. Il cda, che lo aveva sostenuto fino all'ultimo, ora dovrà fare i conti con la volontà degli azionisti.
**Fontes**
Comunicato stampa di Banca MPS relativo all'esito dell'assemblea degli azionisti, depositato presso la Consob e pubblicato sul sito ufficiale della banca. Dichiarazioni raccolte da agenzie di stampa come Reuters e Bloomberg, che hanno citato fonti vicine al consiglio di amministrazione. Analisi di settore pubblicate da Il Sole 24 Ore e Milano Finanza nelle edizioni dei giorni precedenti il voto. Informazioni di contesto tratte dai bilanci annuali di Mps e Mediobanca disponibili presso le rispettive sezioni investor relations.
Por Renan Filho · 2026-10-29