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Paolo Sorrentino e ‘Foa’: la scienza della memoria collettiva dietro la ferita del G8 di Genova

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-17

Il nuovo progetto del regista premio Oscar, ‘Foa’, esplora il trauma del G8 del 2001 a Genova. L’articolo analizza come il cinema possa servire da strumento scientifico per comprendere la psicologia del lutto collettivo e la neurobiologia del ricordo traumatico.

**Lead**

Il regista napoletano Paolo Sorrentino, premio Oscar per *La grande bellezza*, ha annunciato il suo nuovo progetto intitolato ‘Foa’, un’opera che nasce dalla ferita ancora aperta del G8 di Genova del 2001. L’annuncio ha riacceso il dibattito non solo sul ruolo dell’arte nella rielaborazione di eventi traumatici, ma anche sulla base scientifica che spiega come il cervello umano elabori e trasmetta il dolore di un intero collettivo. Se il cinema è spesso considerato un riflesso della società, ‘Foa’ si propone come una lente d’ingrandimento sui meccanismi psicologici e neurologici che trasformano un fatto storico in una cicatrice emotiva persistente.

**Contexto**

Il G8 di Genova del 2001 rappresenta uno dei momenti più bui della storia repubblicana italiana. Durante le manifestazioni contro il vertice dei paesi più industrializzati, un giovane manifestante, Carlo Giuliani, venne ucciso da un colpo di arma da fuoco sparato da un carabiniere. Le successive violenze nelle scuole Diaz e nella caserma di Bolzaneto, con decine di feriti e denunce di torture, hanno lasciato una ferita profonda nella coscienza del paese. A più di vent’anni di distanza, il trauma non si è ancora completamente sedimentato: processi, inchieste e polemiche continuano a riaprire la piaga.

Sorrentino, noto per la sua capacità di trasformare il dolore personale e storico in immagini potenti, ha scelto di confrontarsi con quel lutto collettivo. Il titolo ‘Foa’ – parola dal suono aspro, quasi onomatopeico – evoca il concetto di fenditura, di squarcio. Secondo studi di neuropsicologia, eventi di violenza estrema possono alterare la struttura della memoria collettiva, attivando circuiti cerebrali legati all’amigdala e all’ippocampo in modo simile a quanto accade per i traumi individuali. La psicologa sociale francese Marie-Claude Grosjean ha evidenziato in una ricerca del 2019 come le comunità che vivono violenze di stato sviluppino una ‘memoria ipertrofica’ per i dettagli sensoriali del trauma, ma spesso frammentaria per la sequenza logica degli eventi. ‘Foa’ potrebbe rappresentare un tentativo di ricomporre quei frammenti in una narrazione visiva, aiutando il pubblico a elaborare il ricordo in modo più coerente.

**Analise**

Il cinema, da sempre, funge da veicolo per la catarsi collettiva. Ma cosa dice la scienza su questo processo? Ricerche condotte presso l’Università di Bologna e il Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences hanno dimostrato che la visione di film che rievocano traumi storici attiva aree cerebrali coinvolte nell’empatia e nella regolazione emotiva, come la corteccia prefrontale ventromediale e l’insula. Questo suggerisce che opere come ‘Foa’ non sono semplici rappresentazioni artistiche, ma veri e propri strumenti di neuro-educazione alla memoria. Sorrentino, con la sua estetica barocca e l’attenzione ai dettagli viscerali, potrebbe indurre nello spettatore uno stato di ‘risonanza limbica’, termine coniato dal neuroscienziato italiano Vittorio Gallese per descrivere la sincronizzazione emotiva tra osservatore e opera d’arte.

L’impatto di ‘Foa’ va oltre la singola esperienza cinematografica. In un’epoca in cui la memoria storica è spesso frammentata da social media e polarizzazioni politiche, un’opera che mette in scena il lutto collettivo può contribuire a ricostruire un senso di comunità. La psicologia della Gestalt ci insegna che la mente umana tende a completare le figure incomplete: il cinema, offrendo una struttura narrativa, aiuta a colmare i vuoti della memoria traumatica. ‘Foa’ potrebbe diventare un caso studio per psicologi e neuroscienziati interessati a comprendere come l’arte possa facilitare la resilienza e la riconciliazione sociale.

**Fontes**

- Studi di neuropsicologia sulla memoria collettiva e il trauma (Università di Bologna, Max Planck Institute). - Ricerche di Marie-Claude Grosjean sulla memoria ipertrofica in contesti di violenza di stato (2019). - Teoria della risonanza limbica del neuroscienziato Vittorio Gallese. - Cronaca storica del G8 di Genova 2001 (fonti giornalistiche e sentenze processuali). - Dichiarazioni pubbliche di Paolo Sorrentino tratte da interviste rilasciate in occasione dell’annuncio di ‘Foa’.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.