FORTIS
← FORTIS
Economia

Il ritorno all'ora solare costa all'Italia miliardi: tra jet lag cronico e falsi miti, ecco come difendere produttività e salute

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-25

Ogni cambio d'ora ruba ore di sonno e concentrazione, con un impatto economico stimato in perdite di produttività, maggiori consumi termici e costi sanitari. Mentre l'Unione Europea tergiversa, gli esperti smontano le false credenze e offrono strategie per adattarsi.

**Lead**

Il passaggio dall’ora legale all’ora solare, avvenuto nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2026, non è solo un rituale autunnale: per l’Italia rappresenta un vero e proprio shock fisiologico ed economico. In una società già segnata da ritmi frenetici e carenza di sonno cronica, il “jet lag sociale” imposto dal cambio d’ora aggrava la produttività, aumenta gli errori sul lavoro e gonfia la spesa sanitaria. Secondo economisti del lavoro e cronobiologi, ogni transizione costa al sistema Paese centinaia di milioni di euro in ore perse, infortuni e calo delle vendite, mentre i presunti risparmi energetici si rivelano sempre più un miraggio.

**Contexto**

L’Italia adotta il cambio d’ora dal 1916, con interruzioni belliche e una pausa negli anni Settanta. A livello europeo, la direttiva 2000/84/CE fissa il passaggio all’ora legale l’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre. Nel 2018 la Commissione Europea ha indetto una consultazione pubblica che ha visto l’84% dei 4,6 milioni di partecipanti favorevole all’abolizione del cambio, ma da allora il progetto è arenato nei negoziati tra Stati membri. L’Italia si è dichiarata disponibile a valutare, ma senza una posizione unitaria – alcuni Paesi del Sud (come Spagna e Grecia) preferiscono l’ora legale permanente, altri (come Portogallo e Germania) l’ora solare – la riforma resta in stallo.

Dal punto di vista economico, il dibattito è polarizzato. Le associazioni del commercio e del turismo sostengono l’ora legale prolungata per favorire le attività serali e il turismo, mentre i settori agricolo e della logistica segnalano disagi per i ritmi naturali e i trasporti. Uno studio pubblicato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha calcolato che il cambio d’ora costa alle imprese italiane circa 1,2 miliardi di euro all’anno in calo di produttività, errori umani e maggiori assenze per malattia. Il dato, sebbene non certificato da fonti ufficiali, è in linea con ricerche condotte in altri Paesi europei.

Sul fronte energetico, l’Agenda per l’Efficienza Energetica di Enea ha più volte ribadito che i risparmi di elettricità durante l’ora legale sono ormai trascurabili – tra lo 0,1% e lo 0,3% dei consumi totali – grazie alla diffusione di LED e apparecchi elettronici, mentre aumentano i consumi termici al mattino e la richiesta di condizionamento nelle ore serali durante i periodi caldi. Il mito del grande risparmio energetico è quindi il primo “falso amico” da smontare.

**Analise**

Perché una società già “in jet lag” dovrebbe continuare a subire questo stress? La cronica privazione di sonno degli italiani – il nostro Paese è tra i peggiori in Europa per ore di sonno medie, con 6,7 ore per notte secondo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – viene acuita dal cambio d’ora, che altera il ritmo circadiano. Gli effetti si misurano in micro-assenze, calo dell’attenzione nelle prime ore del lavoro e aumento degli incidenti stradali: la polizia stradale registra un incremento medio del 6% degli incidenti nei sette giorni successivi al cambio d’ora, un dato costante negli ultimi dieci anni.

I “falsi amici” da cancellare dal vocabolario sono almeno tre: il presunto risparmio energetico, la falsa idea che il corpo si adatti in una notte e la convinzione che il cambio d’ora non abbia effetti economici significativi. La realtà è che la resilienza biologica ha un costo: lo stress ossidativo, le alterazioni ormonali e la riduzione della performance cognitiva si traducono in minore produzione, maggiori errori in fabbrica e meno precisione nei servizi. Il settore della logistica, ad esempio, subisce una perdita di efficienza del 2-3% nella prima settimana, che si ripercuote sulle catene di approvvigionamento.

I consigli utili per mitigare l’impatto economico e sociale sono semplici ma efficaci, e andrebbero adottati non solo dai singoli ma anche dalle aziende. Per i lavoratori, adattare gradualmente il risveglio nei tre giorni precedenti il cambio, esponendosi alla luce naturale del mattino e anticipando di 15 minuti la sveglia. Per le imprese, introdurre flessibilità oraria nei primi giorni successivi alla transizione, ridurre le riunioni mattutine e monitorare la sicurezza nei turni. La tecnologia può aiutare: app e dispositivi per il monitoraggio del sonno, luci dinamiche negli uffici e pause programmate. Su scala nazionale, l’adozione di un’ora solare permanente (come proposto da molti cronobiologi) eliminerebbe del tutto il costo annuale del cambio, stimato in oltre 1 miliardo di euro, e migliorerebbe la sincronizzazione con i ritmi naturali, con effetti positivi sul benessere e sulla produttività.

**Fonti**

Le informazioni contenute in questo articolo si basano su studi e analisi provenienti da fonti pubbliche e scientifiche: Commissione Europea (Direttiva 2000/84/CE e consultazione pubblica del 2018), ENEA (Rapporto annuale sull’efficienza energetica), Fondazione per la Sostenibilità Digitale (ricerche sull’impatto economico del cambio d’ora), Organizzazione Mondiale della Sanità (dati sul sonno nel rapporto “Sleep and Health” 2024), Polizia di Stato (statistiche incidenti stradali nei periodi di cambio ora), e articoli pubblicati da “The Lancet Regional Health – Europe” sugli effetti cardiovascolari del cambio d’ora. Voci di economisti e cronobiologi italiani ed europei sono state raccolte da fonti giornalistiche verificate, in particolare dal dibattito in corso presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.