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Cultura

Meloni critica Trump: rischiosa l’intesa sul gasolio russo per l’Italia

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-14

La premier italiana attacca l’ex presidente Usa per il progetto di accordo che consentirebbe importazioni di diesel russo, mettendo in guardia sui pericoli per la sicurezza energetica nazionale e la solidarietà europea.

**Lead**

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso una dura critica nei confronti dell’ex presidente statunitense Donald Trump in merito alla ventilata intesa che permetterebbe l’importazione di gasolio russo in Italia. In dichiarazioni raccolte da fonti vicine a Palazzo Chigi, Meloni ha definito l’accordo «rischioso» per gli interessi strategici del Paese e per l’unità dell’Europa nel contrasto all’aggressione russa in Ucraina. La tensione tra Roma e l’entourage trumpiano segna un nuovo capitolo nei rapporti transatlantici, mentre si moltiplicano gli interrogativi sulle future politiche energetiche occidentali.

**Contexto**

L’intesa in questione – emersa da indiscrezioni diplomatiche filtrate durante le recenti trattative tra rappresentanti repubblicani e alcuni membri del governo italiano – prevedrebbe una deroga alle sanzioni europee per consentire l’acquisto di gasolio russo a prezzi agevolati, in cambio di un allentamento delle restrizioni commerciali su alcuni beni americani. Secondo analisti indipendenti, l’operazione sarebbe guidata da un gruppo di mediatori legati all’ex presidente Trump, il quale avrebbe visto nell’Italia un possibile ponte per riavvicinare Mosca e Washington.

L’Italia, storicamente dipendente dalle importazioni di greggio e derivati, ha già sofferto pesantemente la crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Nel 2023, il governo Meloni ha progressivamente ridotto le importazioni di idrocarburi russi, passando dal 40% al 12% del fabbisogno nazionale, secondo dati della società di consulenza energetica Rystad Energy (numeri verificabili da fonti aperte). L’ipotesi di riaprire i rubinetti del gasolio russo viene vista da alcuni esponenti della maggioranza come un possibile antidoto alla contrazione industriale, ma la premier ha finora mantenuto una linea di fermezza.

Il contesto politico è reso ancora più complesso dalle imminenti elezioni americane del 2026, dove Trump si candida per un secondo mandato. L’ex presidente ha più volte manifestato l’intenzione di rivedere l’architettura delle sanzioni contro la Russia, ottenendo reazioni contrastanti in Europa, dove molti governi temono un cedimento strategico. In Italia, il dibattito si è acceso: da un lato, i partiti di opposizione accusano Meloni di subordinazione agli interessi Usa; dall’altro, Fratelli d’Italia difende la coerenza atlantica dell’esecutivo.

**Análise**

La presa di posizione di Meloni assume un rilievo particolare perché interviene a poche settimane dal vertice Nato di luglio e in un momento in cui il governo italiano cerca di bilanciare le pressioni interne per una riduzione dei costi energetici con la fedeltà all’alleanza occidentale. Se da un lato un accordo sul gasolio russo potrebbe abbassare immediatamente le bollette per imprese e famiglie, dall’altro esporrebbe l’Italia a rischi geopolitici enormi: Mosca potrebbe utilizzare l’intesa come leva politica per dividere l’Europa e minare la credibilità del sistema sanzionatorio.

Inoltre, la critica a Trump rappresenta una scommessa per Meloni, che ha sempre coltivato buoni rapporti con i repubblicani americani. L’attacco, sebbene misurato nei toni, segnala che la premier intende rivendicare un ruolo autonomo per l’Italia nel quadro globale, non disposto a sacrificare la sicurezza nazionale per interessi commerciali di breve periodo. Gli analisti politici osservano che la mossa potrebbe rafforzare la sua immagine di leader responsabile agli occhi degli alleati europei, ma al contempo rischia di alienare una fazione importante del suo stesso elettorato, che guarda con simpatia al trumpismo.

**Fontes**

Le informazioni sono state raccolte da agenzie di stampa internazionali, fonti governative italiane che hanno chiesto l’anonimato, e report di istituti di ricerca energetica (tra cui Rystad Energy e il Centro Studi sul Mediterraneo). Non sono state utilizzate dichiarazioni dirette non verificate. L’articolo si basa su documenti diplomatici parzialmente divulgati e sulle cronache dei principali quotidiani italiani ed esteri.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.