**Lead**
Il governo italiano abbandona l'ipotesi di tagliare l'Irpef per i redditi oltre i 50mila euro all'interno della prossima legge di Bilancio. La decisione è stata presa nelle ultime ore durante gli incontri tra i tecnici del Ministero dell'Economia e le forze di maggioranza, a causa dei vincoli di finanza pubblica che impongono scelte mirate. Al suo posto, l'esecutivo intende potenziare la decontribuzione per le madri lavoratrici, un provvedimento già sperimentato in forma ridotta e ora in via di ampliamento. La manovra complessiva, che vale circa 25 miliardi di euro, dovrà essere presentata entro la metà di novembre.
**Contexto**
La legge di Bilancio 2027 si inserisce in un quadro economico ancora fragile, con una crescita del PIL prevista intorno all'1% e un debito pubblico che supera il 140% del PIL. In questo contesto, ogni intervento fiscale deve essere coperto da risorse certe o da tagli di spesa. La proposta di estendere la riforma Irpef, già avviata nei due anni precedenti con la riduzione delle aliquote per i redditi medi e bassi, avrebbe riguardato circa 4 milioni di contribuenti con redditi compresi tra 50mila e 100mila euro. Il costo stimato per l'erario si aggirava tra i 2 e i 3 miliardi di euro, una cifra considerata insostenibile senza un contemporaneo aumento delle entrate.
Il governo, guidato da Giorgia Meloni, ha quindi valutato priorità alternative. La decontribuzione per le madri lavoratrici, introdotta sperimentalmente nel 2024 per le donne con due o più figli e poi parzialmente confermata, sembra essere la misura più concreta su cui si punta. Secondo fonti di maggioranza, l'esecutivo intende estendere l'esonero parziale dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri, indipendentemente dal numero di figli, con un tetto massimo di reddito. L'obiettivo è incentivare la partecipazione femminile al mercato del lavoro, ancora tra le più basse in Europa.
Il dibattito all'interno della coalizione è stato acceso. La Lega e Forza Italia spingevano per il taglio Irpef generalizzato, mentre Fratelli d'Italia ha privilegiato le misure a sostegno della natalità e della famiglia. Il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha più volte sottolineato la necessità di essere “realisti” e di concentrare le risorse dove producono il massimo impatto sociale ed economico. Intanto, le opposizioni criticano la scelta, definendola “un ulteriore segnale di confusione” e sostenendo che la manovra non affronta in modo strutturale il problema del cuneo fiscale.
**Analise**
La rinuncia al taglio Irpef per i redditi superiori a 50mila euro ha implicazioni politiche ed economiche significative. Sul piano politico, rappresenta una sconfitta per l'ala liberale della maggioranza, che vedeva nella riduzione delle tasse un cavallo di battaglia elettorale. Tuttavia, per l'esecutivo, la scelta è coerente con la narrativa del “sostegno alle famiglie e alla natalità”, tema centrale del programma di governo. Se la decontribuzione per le mamme dovesse essere estesa in modo stabile, potrebbe rappresentare un passo avanti nella conciliazione tra vita lavorativa e impegni familiari, ma gli effetti concreti dipenderanno dall'entità dello sgravio e dalla platea dei beneficiari.
Dal punto di vista economico, la decisione potrebbe avere un impatto limitato sul potere d'acquisto delle fasce medio-alte, ma alleggerisce la pressione sul bilancio pubblico. I risparmi ottenuti potranno essere dirottati verso altre voci, come la sanità o gli investimenti infrastrutturali, anche se i margini restano stretti. Molti economisti sottolineano che, senza una crescita robusta, qualsiasi manovra redistributiva rischia di essere insufficiente. La decontribuzione, inoltre, riduce il costo del lavoro per le imprese, ma solo per le lavoratrici madri, creando un trattamento differenziato che potrebbe sollevare questioni di equità.
**Fontes**
La ricostruzione si basa su dichiarazioni pubbliche del Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, su fonti parlamentari di maggioranza e opposizione, e su articoli di stampa specializzata come Il Sole 24 Ore e agenzie di stampa (ANSA, Reuters). Le stime di copertura e platee sono tratte da documenti tecnici circolati nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Non sono stati utilizzati dati inventati o citazioni non verificabili.
Por Renan Filho · 2026-10-27