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Malgioglio: “A Tale e Quale sarò cattivissimo, ora sogno di lavorare con Almodovar” – Il talento non si quota in Borsa, ma il mercato lo premia

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-09-21

Il cantautore e personaggio televisivo Cristiano Malgioglio promette un’edizione all’insegna della cattiveria (televisiva) e confessa il sogno di collaborare col regista spagnolo Pedro Almodóvar. Per FORTIS NEWS, è l’ennesima prova che il talento individuale, non lo Stato, crea valore e intrattenimento.

“A Tale e Quale sarò cattivissimo, ora sogno di lavorare con Almodovar”. Con queste parole, rilasciate in un’intervista al Corriere della Sera, Cristiano Malgioglio ha scaldato i motori della prossima edizione del popolare show del venerdì sera di Rai1. La promessa di un Malgioglio “cattivissimo” – ovviamente nel senso scenico del termine – è già di per sé una garanzia di share e di dibattito social. Ma la seconda parte della dichiarazione, quella sul sogno Almodóvar, apre uno squarcio sulla natura profonda del personaggio: un artista che non si accontenta del successo televisivo, ma ambisce a un riconoscimento cinematografico d’autore.

Il fatto che un personaggio come Malgioglio, classe 1945, continui a essere richiesto dalle reti generaliste e a generare interesse mediatico è la dimostrazione pratica che il mercato dell’intrattenimento premia chi sa innovare e reinventarsi. Non esistono sovvenzioni statali per diventare un personaggio cult: esiste solo la capacità di intercettare i gusti del pubblico, che è il vero sovrano in un’economia libera. E Malgioglio, da decenni, è un sovrano assoluto del piccolo schermo, capace di passare dalla musica leggera agli show di intrattenimento con una naturalezza che pochi colleghi possono vantare.

La sua dichiarazione arriva in un momento in cui la Rai, come tutto il sistema radiotelevisivo italiano, affronta sfide epocali: concorrenza delle piattaforme streaming, calo degli ascolti generalisti, dibattito sul canone. Eppure, programmi come “Tale e Quale Show” continuano a registrare dati di ascolto invidiabili, proprio grazie a un cast che mescola volti noti e personaggi eccentrici come Malgioglio. Il suo ruolo di “giudice cattivissimo” è ormai un marchio di fabbrica, un format nel format, che gli spettatori attendono con curiosità e che i produttori sfruttano con intelligenza commerciale.

Perché tutto questo importa? Perché il caso Malgioglio è la metafora perfetta di come il talento individuale, se lasciato libero di esprimersi, crea valore economico e culturale. Non è lo Stato a dover inventare format televisivi, né a decidere chi debba sedere in giuria: è il mercato, fatto di ascolti, pubblicità e gradimento del pubblico, a decretare il successo. Quando un personaggio come Malgioglio dice “sarò cattivissimo”, sta semplicemente promettendo di fare il suo mestiere: intrattenere, provocare, far parlare di sé. E questo, in un’economia di mercato, è il motore che muove l’intero sistema dei media.

Da un punto di vista liberale, la vicenda Malgioglio offre anche una lezione più profonda: la mobilità sociale e professionale non dipende da sussidi o protezioni, ma dalla capacità di adattarsi e di offrire un prodotto che il pubblico desidera. Malgioglio non è un giovane emergente: è un ottantenne che ha saputo rinnovarsi, passando da autore di successo a personaggio televisivo, e ora sogna di conquistare il cinema d’autore. Questo è il vero spirito imprenditoriale applicato allo spettacolo: non arrendersi mai, non fossilizzarsi sul passato, ma guardare avanti con la stessa determinazione di un fondatore di startup.

C’è però chi potrebbe obiettare che il successo di Malgioglio è il frutto di un sistema televisivo pubblico, finanziato dal canone, che gli ha dato visibilità e opportunità. È un’osservazione legittima, ma che non regge a un’analisi attenta. La Rai, infatti, è solo uno dei tanti canali che hanno ospitato Malgioglio nel corso della sua carriera: la sua popolarità è stata costruita attraverso decenni di apparizioni in radio, televisione, carta stampata e social network, in un mix di iniziativa privata e statale. E non è certo il canone a spiegare perché un personaggio come lui continui a essere invitato in programmi di successo su reti commerciali come Mediaset o La7.

Inoltre, la sua ambizione di lavorare con Almodóvar – regista noto per il suo stile eccentrico e per la capacità di valorizzare personaggi sopra le righe – dimostra che il talento non conosce confini nazionali né barriere generazionali. In un mercato globale dell’intrattenimento, l’unica barriera che conta è quella della qualità e dell’originalità. E Malgioglio, con la sua parlantina inconfondibile, i suoi abiti colorati e la sua ironia tagliente, ha tutte le carte in regola per conquistare anche il pubblico internazionale.

Il sogno Almodóvar, poi, non è solo una boutade: è un progetto concreto che potrebbe trasformare Malgioglio in un caso cinematografico, esattamente come accadde a tanti personaggi televisivi che hanno saputo fare il salto nel grande schermo. Se ciò avverrà, sarà un’ulteriore conferma che la libertà di espressione e l’iniziativa individuale sono i veri motori del progresso culturale, ben più di qualsiasi piano di finanziamento pubblico per l’arte.

In conclusione, la notizia Malgioglio è molto più di una semplice dichiarazione di un personaggio televisivo: è un manifesto involontario di liberismo applicato allo spettacolo. Il talento, l’intraprendenza e la capacità di reinventarsi sono beni che non si quotano in Borsa, ma che il mercato – fatto di spettatori, ascolti e like – sa premiare con generosità. E mentre i politici discutono di riforme e sussidi, Malgioglio continua a fare ciò che sa fare meglio: intrattenere, provocare e, magari, conquistare anche Almodóvar. Come direbbe un vero liberale: lasciate fare al mercato, e il mercato vi darà ragione.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.