**Lead**
Una colonia di macachi in un'area protetta del centro Italia ha sviluppato un comportamento di evitamento dei germi dopo aver attraversato un'epidemia di dissenteria batterica. La scoperta, pubblicata su una rivista scientifica internazionale, dimostra che anche i primati non umani sono in grado di adattare le proprie interazioni sociali per ridurre il rischio di infezione, un meccanismo finora ritenuto esclusivo degli esseri umani. Il fenomeno, osservato per diversi mesi, ha implicazioni non solo per l'etologia, ma anche per la comprensione dei costi economici legati alla gestione sanitaria di popolazioni animali in contesti di conservazione e turismo naturalistico.
**Contexto**
La ricerca è stata condotta da un team di etologi dell'Università di Parma e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) su una colonia di circa 80 macachi (Macaca sylvanus) che vive in un parco naturale della Toscana. L'epidemia, scoppiata nella primavera del 2025, è stata causata da un ceppo di Shigella, un batterio che provoca dissenteria emorragica. Durante il picco dell'epidemia, circa il 30% degli animali ha mostrato sintomi evidenti, con una mortalità limitata grazie all'intervento dei veterinari del parco.
I ricercatori hanno monitorato il comportamento dei macachi per sei mesi dopo la fine dell'epidemia, confrontandolo con i dati raccolti nei due anni precedenti. I risultati mostrano che gli animali sani hanno iniziato a evitare attivamente i conspecifici malati, riducendo la distanza media di interazione da 1,5 metri a oltre 3 metri. Inoltre, è stato osservato un aumento significativo del tempo dedicato alla pulizia del pelo e alla rimozione di detriti dalle mani, un comportamento interpretato come una forma di igiene preventiva.
Il dato più sorprendente riguarda la manipolazione delle feci. I macachi, che in condizioni normali esplorano spesso le feci di altri membri del gruppo per ottenere informazioni ormonali o alimentari, hanno ridotto questa attività del 70% nei mesi successivi all'epidemia. I ricercatori hanno anche notato che gli animali evitavano di posizionarsi in aree del recinto dove erano state trovate feci infette, preferendo zone più pulite e asciutte.
**Analisi**
La scoperta ha implicazioni economiche rilevanti, specialmente per la gestione di parchi naturali e riserve che ospitano primati in cattività o semi-libertà. In Italia, il turismo naturalistico genera un indotto annuo stimato in oltre 2 miliardi di euro, con una quota significativa legata alla possibilità di osservare animali in ambienti controllati. Se i macachi sviluppano comportamenti di evitamento dei germi, ciò può ridurre la diffusione di malattie all'interno della colonia, abbassando i costi veterinari e la necessità di quarantene, che spesso interrompono l'afflusso turistico.
Tuttavia, il comportamento osservato solleva anche questioni etiche e gestionali. Se gli animali sani escludono i malati, si potrebbe creare una frammentazione sociale che, a lungo termine, potrebbe influenzare la riproduzione e la coesione del gruppo. I gestori dei parchi dovranno bilanciare la necessità di prevenire epidemie con quella di mantenere un ambiente sociale stabile, un equilibrio che richiede investimenti in strutture di isolamento e monitoraggio sanitario.
Dal punto di vista scientifico, lo studio conferma che i comportamenti igienici non sono un'esclusiva umana, ma hanno radici evolutive profonde. Questo apre la strada a nuove ricerche sui meccanismi neurali e ormonali che regolano l'avversione ai germi nei primati, con possibili applicazioni nella comprensione di disturbi come il disturbo ossessivo-compulsivo negli esseri umani. Inoltre, la capacità di apprendere e trasmettere questi comportamenti all'interno del gruppo suggerisce una forma di cultura animale, un campo di studio in rapida espansione.
**Fontes**
Le informazioni riportate si basano sullo studio pubblicato sulla rivista "Animal Behaviour" (volume 210, 2026), condotto dal Dipartimento di Biologia dell'Università di Parma in collaborazione con l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR. Ulteriori dettagli sono stati forniti dal Parco Naturale della Maremma, che ha ospitato la colonia di macachi oggetto della ricerca. I dati economici sul turismo naturalistico italiano provengono dal rapporto annuale 2025 dell'Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR).
Por Renan Filho · 2026-10-25