**Lead**
L'addio di Christine Lagarde alla presidenza della Banca centrale europea (BCE) non è ancora ufficiale, ma le voci si fanno sempre più insistenti. Se confermata, la sua uscita lascerebbe un vuoto al vertice dell'istituto di Francoforte proprio nel momento in cui l'Europa affronta tensioni inflazionistiche residue, una crescita anemica e due scadenze elettorali decisive: le presidenziali francesi del 2027 e il possibile voto anticipato in Italia. Per i governi di Roma e Parigi, la fine della leadership di Lagarde potrebbe tradursi in una maggiore libertà d'azione sulle politiche fiscali e monetarie, con rischi e opportunità per la stabilità dell'eurozona.
**Context**
Christine Lagarde, ex direttrice del Fondo monetario internazionale e ministra dell'Economia francese, ha assunto la guida della BCE nel novembre 2019, succedendo a Mario Draghi. Il suo mandato, per statuto non rinnovabile, scade ufficialmente nel 2027. Tuttavia, già da mesi circolano indiscrezioni su una possibile uscita anticipata, legata a pressioni politiche interne alla zona euro o a un desiderio personale di ritornare sulla scena pubblica francese. La sua gestione è stata caratterizzata da un approccio cauto nella lotta all'inflazione, con rialzi dei tassi progressivi ma moderati rispetto a quelli della Federal Reserve americana. Sotto la sua guida, la BCE ha anche introdotto il nuovo quadro operativo per la politica monetaria e ha affrontato le conseguenze della pandemia e della guerra in Ucraina.
In Francia, il presidente Emmanuel Macron si avvicina alla fine del suo secondo mandato, con elezioni fissate per la primavera del 2027. La sua popolarità è in calo, e la destra nazionale guidata da Marine Le Pen appare competitiva. In Italia, il governo di Giorgia Meloni ha già ottenuto una certa flessibilità sui conti pubblici grazie alla revisione del Patto di Stabilità, ma resta sotto osservazione per l'elevato debito. La possibilità di un voto anticipato non è esclusa, soprattutto se la premier volesse cogliere un momento di vantaggio nei sondaggi.
**Analise**
La partenza di Lagarde – se avvenisse prima della scadenza naturale – priverebbe la BCE di una figura considerata capace di mediare tra le anime rigoriste del nord Europa e quelle più espansive del sud. Il suo successore o la sua successora potrebbe essere scelto con criteri più politici che tecnici, aprendo la strada a un orientamento meno indipendente. Per la Francia, avere un ex ministro delle Finanze francese alla guida dell'Eurotower è stato un vantaggio nelle trattative sui vincoli di bilancio. Senza di lei, Parigi perderebbe una voce amica in un momento in cui dovrà negoziare le regole fiscali per il post-pandemia e gestire il debito pubblico salito oltre il 110% del PIL.
Per l'Italia, lo scenario è simile ma con specificità proprie. Il governo Meloni ha già mostrato di voler utilizzare ogni margine di discrezionalità concesso dall'Unione Europea. Con una BCE più debole o frammentata, Roma potrebbe spingere per una maggiore tolleranza verso deficit più alti, giustificati dalle spese per la transizione energetica e la difesa. Tuttavia, i mercati finanziari reagirebbero con nervosismo: l'assenza di un leader forte a Francoforte potrebbe far salire lo spread tra BTP e Bund, aumentando il costo del debito italiano. Inoltre, una BCE meno assertiva nel contrasto all'inflazione rischierebbe di riaccendere le pressioni sui prezzi, colpendo i redditi fissi e i risparmiatori.
Le elezioni francesi del 2027 sono un altro tassello cruciale. Marine Le Pen ha già annunciato un programma economico che prevede la revisione dei trattati europei e un ruolo più nazionale per la banca centrale. Se Lagarde uscisse di scena, il candidato o la candidata alla presidenza della BCE – da scegliere con il consiglio dei capi di Stato e di governo – dovrebbe ottenere l'approvazione del Parlamento europeo. In un clima politico polarizzato, la scelta potrebbe diventare oggetto di scontro tra forze sovraniste e federaliste, paralizzando l'istituto nei mesi più delicati.
**Fontes**
Fonti: BCE – dichiarazioni ufficiali su mandato e politiche; Banca d'Italia – rapporti sulla stabilità finanziaria; stampa finanziaria internazionale (Reuters, Bloomberg, Il Sole 24 Ore); analisi politiche su elezioni francesi e italiane (Istituto Cattaneo, Fondazione Res Publica).
Por Renan Filho · 2026-10-29