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La manovra che verrà: flat tax per i giovani e trattative sull'Irpef – cosa cambia per l'Italia

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-27

Il governo Meloni si prepara a varare la prossima legge di bilancio con misure chiave: una flat tax per under 35 e la riforma dell'Irpef. Tra pressing della maggioranza e vincoli di bilancio, ecco lo scenario.

**Lead**

Il governo italiano è al lavoro sulla manovra finanziaria per il 2027, e due misure stanno catalizzando il dibattito politico: l'introduzione di una flat tax destinata ai giovani sotto i 35 anni e la riforma dell'Irpef, l'imposta sul reddito delle persone fisiche. Mentre la maggioranza di centrodestra cerca di mantenere le promesse elettorali, i tecnici del Tesoro e del Ministero dell'Economia sono alle prese con i numeri del deficit e i vincoli europei. La flat tax per i giovani è presentata come un incentivo per fermare la fuga di cervelli e favorire l'ingresso nel mondo del lavoro, mentre sull'Irpef si gioca una partita delicata che potrebbe ridisegnare il prelievo fiscale per milioni di contribuenti.

**Contexto**

La flat tax per under 35 è una proposta che circola da mesi nei corridoi di Palazzo Chigi e del Ministero dell'Economia. L'idea è introdurre un'aliquota unica, probabilmente intorno al 15%, per i redditi da lavoro dipendente e autonomo fino a una certa soglia – si parla di 35mila o 40mila euro annui. Il provvedimento sarebbe destinato esclusivamente ai giovani che non hanno ancora compiuto 35 anni, con l'obiettivo di rendere più conveniente restare in Italia o rientrare dopo esperienze all'estero. Secondo indiscrezioni di stampa riportate da testate come Il Sole 24 Ore e Il Corriere della Sera, la misura potrebbe essere finanziata con parte dei fondi del PNRR e con il recupero dell'evasione fiscale, ma i dubbi sulla copertura restano.

Sul fronte Irpef, invece, il governo sta valutando una semplificazione degli attuali quattro scaglioni, con l'obiettivo di ridurre il carico fiscale sui redditi medi – quelli tra 28mila e 50mila euro lordi annui. La Lega spinge per un taglio lineare delle aliquote, mentre Forza Italia chiede una riduzione più marcata per i redditi più alti, in nome della crescita economica. Fratelli d'Italia, il partito della premier Giorgia Meloni, sembra più prudente, consapevole dei limiti imposti dal nuovo Patto di Stabilità europeo, che richiede un rientro graduale del debito.

La manovra arriva in un contesto economico complesso: l'Italia ha chiuso il 2025 con una crescita anemica, sotto l'1%, e l'inflazione, pur in calo, continua a comprimere il potere d'acquisto delle famiglie. La flat tax per i giovani è stata annunciata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in un'intervista al quotidiano La Repubblica, in cui ha parlato di un “investimento sul futuro”. Nelle stesse ore, il ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ha aggiunto che la misura sarà accompagnata da sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di under 35.

**Analise**

La flat tax per i giovani rappresenta una scommessa politica e fiscale. Da un lato, potrebbe effettivamente aumentare la competitività del sistema Italia per le nuove generazioni, riducendo il cuneo fiscale e incentivando la regolarizzazione dei redditi. Dall'altro, presenta rischi non trascurabili: il trattamento di favore rispetto ad altre fasce d'età potrebbe generare tensioni sociali e, se non accompagnato da misure per la produttività, rischia di essere un costo a fondo perduto. Inoltre, l'esperienza della flat tax per i lavoratori autonomi, introdotta nel 2017 e poi limitata, ha mostrato che senza un controllo efficace delle partite IVA si aprono varchi all'elusione.

Sull'Irpef, il dibattito è ancora più acceso. Ridurre il numero di scaglioni e abbassare le aliquote per i redditi medi è un obiettivo condiviso da molti economisti, ma le risorse sono limitate. Secondo le stime di alcuni uffici studi, una riduzione di un punto percentuale dell'aliquota per lo scaglione 28-50mila euro costerebbe circa 3 miliardi di euro l'anno. Il governo sta cercando di compensare con tagli alla spesa pubblica e con la revisione delle agevolazioni fiscali, ma il percorso è in salita. Le trattative con le forze di maggioranza sono serrate, e il rischio di uno stallo è reale.

Queste misure, se approvate, potrebbero cambiare il volto del fisco italiano per i prossimi anni, ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità del governo di mantenere i conti in ordine. L'opinione pubblica segue con attenzione: i giovani attendono un segnale concreto per rimanere nel Paese, mentre i lavoratori over 35 temono di essere esclusi dai benefici. La manovra che verrà, insomma, non è solo un esercizio contabile, ma un test per la credibilità del governo Meloni.

**Fonti**

Fonti: dichiarazioni pubbliche del Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti (intervista a La Repubblica, ottobre 2026), del Ministro del Lavoro Marina Calderone (conferenza stampa, ottobre 2026), articoli di Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, La Repubblica – consultati il 27 ottobre 2026. Dati macroeconomici: Banca d'Italia, ISTAT.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.