**Lead**
I primi exit poll diffusi questa sera dalla televisione israeliana Canale 12 e Canale 13 fotografano una situazione di sostanziale equilibrio tra i due principali schieramenti politici del Paese. Secondo le proiezioni iniziali, il blocco del cambiamento – la coalizione di centro-sinistra guidata dall'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot – si attesterebbe a 52 seggi, mentre il blocco di destra guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu si fermerebbe a 50 seggi. Il dato, ancora provvisorio e soggetto a revisioni nelle prossime ore, segna una potenziale svolta dopo anni di predominio della destra nazionalista e religiosa.
**Contexto**
Le elezioni anticipate in Israele si sono tenute oggi dopo mesi di crisi politica e sociale. Il sistema politico israeliano, frammentato in decine di partiti, richiede complesse trattative post-elettorali per la formazione di un governo. Il blocco del cambiamento, nato dall'unione di partiti centristi, laburisti e di una parte della sinistra sionista, ha fatto della lotta alla corruzione e della ripresa del dialogo con i palestinesi i suoi cavalli di battaglia. Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (IDF), ha capitalizzato la sua immagine di uomo delle istituzioni e moderato, promettendo di riportare stabilità e di fermare quella che definisce la deriva autoritaria del governo Netanyahu.
Dall'altra parte, il Likud di Netanyahu, in alleanza con i partiti ultraortodossi (Shas, Giudaismo Unito nella Torah) e l'estrema destra di Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir, ha puntato sulla sicurezza e sulla difesa dell'identità ebraica dello Stato. Netanyahu, al potere quasi ininterrottamente dal 2009, è sotto processo per corruzione, frode e abuso di fiducia, ma ha sempre negato ogni addebito, definendo le accuse un tentativo di colpo di Stato giudiziario orchestrato dall'élite laica e di sinistra.
I primi exit poll, pur indicando un vantaggio per il blocco di Eisenkot, non garantiscono automaticamente la maggioranza assoluta di 61 seggi necessaria per formare un governo. La differenza di due seggi è infatti inferiore al margine di errore statistico, che per questo tipo di rilevazioni è generalmente di circa 3-4 seggi. Inoltre, il blocco del cambiamento potrebbe dover fare affidamento sull'appoggio esterno o sulla partecipazione al governo della Lista Unita Araba (Hadash-Ta'al), che secondo i primi exit poll potrebbe ottenere tra i 5 e i 7 seggi. Tuttavia, la partecipazione di partiti arabi a un governo israeliano è storicamente controversa e potrebbe incontrare resistenze sia all'interno del blocco di Eisenkot sia nell'opinione pubblica ebraica.
**Analise**
Se confermati, questi exit poll rappresenterebbero un terremoto politico in Israele. Dopo cinque tornate elettorali in meno di quattro anni, il Paese sembra spostarsi verso un equilibrio diverso, in cui la figura di Netanyahu – dominante per un decennio e mezzo – potrebbe essere marginalizzata. Il blocco del cambiamento non è un partito unico, ma una coalizione eterogenea che va dai liberali secolari ai socialdemocratici, passando per i dissidenti del Likud. La sua tenuta, in caso di vittoria, sarà messa alla prova dalle pressioni interne e dalle richieste dei partner.
Il dato più significativo è il calo del Likud, che secondo le proiezioni si attesterebbe intorno ai 28-30 seggi, in netto calo rispetto ai 32 ottenuti nel 2022. L'emorragia di voti verso il partito di destra radicale di Ben-Gvir (Otzma Yehudit) e verso il partito laico di destra di Avigdor Lieberman (Yisrael Beiteinu) ha frammentato il campo di Netanyahu, rendendo più difficile la formazione di una coalizione omogenea.
Sul fronte internazionale, un eventuale governo Eisenkot potrebbe portare a un parziale disgelo nei rapporti con l'amministrazione Biden, deterioratisi negli ultimi anni a causa della politica di espansione degli insediamenti in Cisgiordania e della riforma giudiziaria voluta da Netanyahu. Eisenkot ha dichiarato di voler riaprire il dialogo con l'Autorità Nazionale Palestinese e di voler congelare la costruzione di nuovi insediamenti, pur mantenendo una linea dura sulla sicurezza. Tuttavia, la sua capacità di attuare queste promesse dipenderà dalla composizione della sua coalizione e dalla pressione dei partiti di destra che potrebbero appoggiarlo dall'esterno.
**Fontes**
Le informazioni contenute in questo articolo si basano sui dati diffusi dalle emittenti israeliane Canale 12 e Canale 13, che hanno pubblicato i primi exit poll alle ore 22:00 ora locale (21:00 CET) del 27 ottobre 2026. I dati sono stati raccolti dalle società di sondaggio Midgam e Kantar, incaricate dalle reti televisive. I risultati ufficiali preliminari della Commissione Elettorale Centrale israeliana sono attesi per le prime ore di domani. Non sono state utilizzate fonti anonime né dichiarazioni non verificate. Il FORTIS NEWS ha monitorato in diretta le trasmissioni delle emittenti israeliane e ha consultato i report delle agenzie di stampa internazionali (Reuters, Associated Press) per la verifica incrociata dei dati.
Por Renan Filho · 2026-10-27