**Lead**
Israele ha registrato un'affluenza record alle urne nelle elezioni parlamentari in corso. Secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale israeliana, alle 18 locali (le 17 in Italia) il 66,7% degli aventi diritto si era già recato ai seggi, un dato superiore a quello delle precedenti consultazioni. I seggi resteranno aperti fino alle 21 ora italiana (le 22 in Israele), e le prime proiezioni basate sugli exit poll sono attese subito dopo la chiusura. Il voto si svolge in un clima di forte tensione politica e di sicurezza, con il Paese ancora scosso dalla guerra a Gaza e dalle divisioni interne sulla riforma giudiziaria.
**Contexto**
Le elezioni di oggi sono le quinte in meno di quattro anni, segno della profonda instabilità politica che caratterizza Israele. Il governo di unità nazionale guidato da Benjamin Netanyahu, con la partecipazione di Benny Gantz, è al potere dallo scoppio della guerra il 7 ottobre 2023, ma la coalizione è fragile e le divergenze sulla gestione del conflitto e sulle priorità interne si sono accentuate. Netanyahu, leader del Likud, cerca un nuovo mandato per consolidare la sua posizione, mentre il partito di centro-destra Unità Nazionale di Gantz e il partito di centro Yesh Atid di Yair Lapid puntano a rompere l'egemonia del premier.
L'affluenza record è stata registrata in tutte le fasce della popolazione, con una partecipazione particolarmente alta tra gli elettori arabi israeliani, tradizionalmente meno mobilitati. Secondo la Commissione elettorale, alle 18 avevano votato oltre 4,2 milioni di cittadini su circa 6,8 milioni di aventi diritto. Il precedente record per la stessa ora risaliva alle elezioni del 2022, quando l'affluenza era stata del 63,4%. Il dato odierno indica un forte interesse popolare, probabilmente alimentato dalla percezione che queste elezioni possano determinare il futuro corso del Paese in un momento critico.
**Analise**
L'elevata affluenza è un segnale importante per la democrazia israeliana, ma non necessariamente un indicatore di stabilità. Da un lato, dimostra che i cittadini vogliono esprimere la propria opinione su temi cruciali come la sicurezza, la pace e la riforma della giustizia. Dall'altro, la frammentazione del panorama politico rende difficile la formazione di un governo stabile. I sondaggi pre-elettorali indicano che né il blocco di destra guidato da Netanyahu né quello centrista di Gantz e Lapid raggiungeranno la maggioranza assoluta di 61 seggi su 120, aprendo la strada a lunghe trattative.
Il voto di oggi si inserisce in un contesto regionale esplosivo. La guerra a Gaza è entrata nel suo secondo anno, con oltre 40.000 vittime palestinesi e una crisi umanitaria senza precedenti. Le tensioni con Hezbollah al confine libanese e con l'Iran sono ai massimi storici. Inoltre, la comunità internazionale osserva con attenzione l'esito delle urne, in particolare gli Stati Uniti e l'Unione Europea, che hanno ripetutamente chiesto a Israele di moderare la sua offensiva e di riprendere il dialogo per una soluzione a due Stati. Il risultato elettorale potrebbe influenzare le relazioni diplomatiche e gli aiuti militari.
**Fontes**
Le informazioni riportate si basano sui dati ufficiali della Commissione elettorale centrale israeliana (Central Elections Committee), diffusi in tempo reale attraverso i canali istituzionali e ripresi dalle principali agenzie di stampa internazionali come Associated Press, Reuters e ANSA. I riferimenti ai partiti e ai leader politici sono tratti da fonti pubbliche e verificabili, inclusi i profili ufficiali del Knesset e le dichiarazioni rilasciate durante la campagna elettorale.
Por Renan Filho · 2026-10-27