FORTIS
← FORTIS
Internacional

Iraniani al NYT: 'È lecito colpire diplomatici americani'

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-25

In un'intervista al New York Times, funzionari iraniani hanno affermato che colpire diplomatici statunitensi sarebbe lecito secondo il diritto internazionale, scatenando un acceso dibattito sulla sicurezza delle ambasciate e sul rischio di un'escalation tra Teheran e Washington.

**Lead**

In un articolo pubblicato nelle scorse ore dal New York Times, funzionari del governo iraniano hanno dichiarato che colpire diplomatici americani sarebbe considerato lecito alla luce del diritto internazionale. La dichiarazione, riferita da fonti anonime all'interno della leadership di Teheran, arriva in un momento di forte tensione tra Iran e Stati Uniti, segnato da sanzioni economiche, sabotaggi e minacce reciproche. Il quotidiano statunitense precisa che le affermazioni sono state rilasciate nel contesto di un dibattito interno iraniano sulla legittimità di azioni ritorsive contro rappresentanti diplomatici di Washington, in risposta a quella che Teheran definisce una lunga serie di violazioni della sovranità nazionale.

**Contesto**

Il rapporto tra Iran e Stati Uniti non ha mai conosciuto una fase di distensione duratura dopo la rivoluzione islamica del 1979. La crisi degli ostaggi all'ambasciata americana a Teheran, che durò 444 giorni, rimane una ferita aperta. Negli ultimi decenni, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni sempre più severe contro il programma nucleare iraniano, mentre l'Iran ha sostenuto milizie ostili a Washington in tutto il Medio Oriente. L'accordo sul nucleare del 2015 (JCPOA) aveva aperto brevemente una finestra di dialogo, ma il ritiro unilaterale degli Stati Uniti nel 2018 deciso dall'amministrazione Trump ha riacceso le ostilità. Da allora, si sono susseguiti episodi di sabotaggio, attacchi aerei e uccisioni mirate, tra cui l'assassinio del generale Qassem Soleimani nel 2020, ordinato dallo stesso presidente americano.

In questo contesto, le dichiarazioni riportate dal New York Times non appaiono isolate. Diverse fazioni all'interno del regime iraniano hanno discusso apertamente la possibilità di colpire obiettivi americani come ritorsione per le sanzioni e per le operazioni clandestine condotte da Israele e Stati Uniti contro il programma nucleare e le infrastrutture iraniane. Secondo il quotidiano, i funzionari iraniani avrebbero invocato il principio della legittima difesa per giustificare un eventuale attacco contro diplomatici americani, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero violato il diritto internazionale con le loro azioni precedenti. Va notato che il diritto diplomatico, sancito dalla Convenzione di Vienna del 1961, protegge esplicitamente i rappresentanti diplomatici e rende qualsiasi attacco contro di loro una grave violazione del diritto internazionale. L'interpretazione iraniana, quindi, si scontra con il diritto consuetudinario e con i trattati che la stessa Iran ha firmato.

**Analisi**

Questa presa di posizione, se confermata ufficialmente, rappresenterebbe un pericoloso salto di qualità nella strategia di confronto di Teheran. Finora, l'Iran ha operato principalmente attraverso intermediari in Siria, Iraq, Libano e Yemen, mantenendo una certa distanza formale dalle azioni compiute contro forze statunitensi. Affermare esplicitamente che colpire diplomatici americani è lecito equivale a legittimare un attacco diretto contro simboli della sovranità statunitense, superando la linea della guerra per procura. Questo potrebbe portare a conseguenze imprevedibili: una reazione militare americana su larga scala, un inasprimento delle sanzioni e una rottura definitiva di qualsiasi canale diplomatico ancora aperto.

Per l'Italia, la questione riguarda in modo diretto la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche presenti sul proprio territorio. Roma ospita l'ambasciata degli Stati Uniti, una delle più grandi d'Europa, oltre a numerosi consolati e uffici di rappresentanza. Se Teheran dovesse considerare lecito colpire diplomatici americani ovunque, le infrastrutture italiane diventerebbero potenziali teatri di operazioni ostili. Il governo italiano ha già manifestato in passato preoccupazione per le attività di intelligence iraniane in Europa, culminate con l'arresto di una cellula accusata di pianificare attacchi contro oppositori iraniani in esilio. Le dichiarazioni al New York Times rischiano di accelerare le misure di sicurezza già in atto e potrebbero spingere i paesi europei a ridefinire le proprie relazioni diplomatiche con l'Iran.

**Fonti**

La notizia è stata riportata dal New York Times, che ha citato fonti anonime all'interno del governo iraniano. Il quotidiano americano non ha pubblicato i nomi dei funzionari intervistati, ma ha precisato che si tratta di esponenti con accesso diretto al vertice decisionale di Teheran. Per ulteriori dettagli sul diritto diplomatico e sulla Convenzione di Vienna, si rimanda ai testi ufficiali delle Nazioni Unite. Il FORTIS NEWS ha consultato anche agenzie di stampa internazionali come Reuters e Associated Press per verificare la copertura dell'evento.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.