**Lead**
Il 7 novembre 2026 prende il via la dodicesima edizione di #ioleggoperché, la campagna nazionale di promozione della lettura organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE). L’iniziativa si svolgerà sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, un riconoscimento che sottolinea l’importanza strategica della lettura per la crescita culturale e civile del Paese. Per una settimana, cittadini, scuole, librerie e istituzioni saranno chiamati a mobilitarsi per donare libri alle biblioteche scolastiche, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e rafforzare il patrimonio librario degli istituti italiani.
**Contesto**
ioleggoperché è nata nel 2015 come risposta concreta alla carenza di libri nelle scuole italiane. Il meccanismo è semplice: chiunque può recarsi in una libreria aderente, acquistare un volume e donarlo a una scuola specifica, indicata al momento dell’acquisto. Le donazioni vengono poi distribuite alle biblioteche scolastiche, spesso in condizioni di scarsità. L’edizione 2026 si distingue per il prestigioso sostegno del Quirinale, che ha concesso l’Alto Patronato del Capo dello Stato, segnale di un’attenzione politica trasversale verso la cultura come bene comune. La campagna coinvolge migliaia di scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, e si avvale della collaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dell’Associazione Italiana Biblioteche e di numerosi partner privati. Negli anni, l’iniziativa ha visto una partecipazione crescente, con donazioni che ogni anno raggiungono centinaia di migliaia di volumi, contribuendo a colmare il divario tra le scuole più attrezzate e quelle in difficoltà.
Il patrocinio del Capo dello Stato non è un gesto puramente formale. Rappresenta un impegno politico a livello istituzionale per la promozione della lettura, considerata una leva fondamentale per lo sviluppo democratico e la coesione sociale. La scelta di sostenere #ioleggoperché si inserisce in un più ampio quadro di iniziative presidenziali dedicate all’istruzione e alla cultura, come il tradizionale incontro al Quirinale con i giovani lettori o il sostegno a progetti di contrasto all’analfabetismo funzionale. In un’epoca in cui il consumo di libri cala, soprattutto tra le nuove generazioni, e i social media competono per l’attenzione, l’Alto Patronato invia un messaggio chiaro: leggere è un diritto e un dovere civico.
**Analisi**
Il sostegno del Quirinale a #ioleggoperché ha implicazioni politiche profonde. Innanzitutto, dimostra come la promozione della lettura sia ormai considerata una priorità bipartisan, capace di unire forze politiche diverse attorno a un obiettivo condiviso. In un clima politico spesso polarizzato, l’iniziativa offre un terreno comune: investire nella cultura per formare cittadini più consapevoli e critici. La presenza dell’Alto Patronato, inoltre, funge da amplificatore mediatico, spingendo media e opinionisti a dedicare spazio al tema, aumentando la visibilità della campagna e incentivando la partecipazione popolare.
Da un punto di vista strutturale, l’iniziativa tocca un nodo cruciale: il finanziamento delle biblioteche scolastiche. Nonostante le leggi che ne prevedono l’istituzione e il potenziamento, molte scuole italiane dispongono di fondi limitati o nulli per l’acquisto di libri. #ioleggoperché sopperisce a questa carenza con un modello di sussidiarietà orizzontale, in cui i cittadini diventano attori diretti del miglioramento del sistema educativo. Questo modello, sebbene efficace, solleva interrogativi sulla responsabilità dello Stato: fino a che punto è giusto che l’arricchimento delle biblioteche scolastiche dipenda dalla generosità privata? L’Alto Patronato del Capo dello Stato, in questo senso, legittima l’iniziativa ma non risolve la questione di fondo, ovvero la necessità di un investimento pubblico stabile e strutturale nella cultura scolastica.
Un altro aspetto politicamente rilevante è il ruolo delle istituzioni nel contrastare la crisi dell’editoria. Il calo delle vendite di libri, accelerato dalla pandemia e dalla concorrenza digitale, ha messo in difficoltà molte case editrici, soprattutto quelle indipendenti. #ioleggoperché, spingendo le persone a entrare in libreria (fisica o online) per acquistare volumi da donare, genera un flusso economico diretto a favore del settore. L’edizione 2026, grazie all’Alto Patronato, potrebbe avere un impatto ancora maggiore, creando un circolo virtuoso: più visibilità, più donazioni, più vendite, più sostegno all’intera filiera del libro. Politicamente, ciò significa che la Presidenza della Repubblica utilizza il suo prestigio per sostenere un comparto economico e culturale fragile, senza tuttavia impegnare risorse pubbliche aggiuntive.
**Fonti**
Le informazioni contenute in questo articolo sono state ricavate dal comunicato stampa ufficiale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) diffuso in occasione dell’annuncio dell’edizione 2026 di #ioleggoperché, dal sito ufficiale della campagna (ioleggoperché.it) e dalla sezione comunicati del Quirinale, che ha confermato la concessione dell’Alto Patronato del Capo dello Stato. Ulteriori riferimenti provengono dai dati pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito riguardanti lo stato delle biblioteche scolastiche in Italia e dal rapporto annuale AIE sull’andamento del mercato editoriale. Non sono stati utilizzati dati numerici non verificati né dichiarazioni attribuite a singole personalità al di fuori di quelle ufficialmente rilasciate dagli enti citati.
Por Renan Filho · 2026-11-05