**Lead**
Un attacco dei ribelli Houthi contro un campo militare delle forze governative yemenite, situato nella provincia meridionale di Lahij, ha causato la morte di oltre 50 persone e il ferimento di almeno 200, secondo fonti mediche e militari locali. L'azione, avvenuta nella giornata di domenica, rappresenta uno degli episodi più sanguinosi degli ultimi mesi nel conflitto yemenita. Le prime ricostruzioni indicano l'uso di artiglieria pesante e droni kamikaze, con l'obiettivo di colpire le postazioni delle forze lealiste.
**Contexto**
Il conflitto in Yemen è in corso dal 2014, quando gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno preso il controllo della capitale Sana'a e di gran parte del nord del paese. Da allora, una coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita interviene a sostegno del governo riconosciuto internazionalmente, guidato dal Consiglio di Presidenza. Nonostante i numerosi tentativi di cessate il fuoco mediati dalle Nazioni Unite, gli scontri continuano in diverse regioni, soprattutto nelle aree strategiche vicine al confine saudita.
Il campo attaccato si trova in una zona di rilevanza tattica, non lontano dal porto di Aden e dal confine con l'Arabia Saudita. Negli ultimi mesi, le forze governative avevano lanciato offensive per riconquistare territori nelle province di Marib e Taiz, mentre gli Houthi intensificavano gli attacchi con missili e droni contro il territorio saudita. L'attacco di Lahij potrebbe essere una rappresaglia per le recenti avanzate governative o un tentativo di indebolire le forze lealiste prima di una nuova offensiva.
Le strutture sanitarie della zona sono state sopraffatte dall'afflusso di feriti. Ospedali da campo sono stati attivati nelle città vicine, ma la carenza di medicinali e attrezzature, aggravata dal blocco navale imposto dalla coalizione, limita la capacità di risposta. Organizzazioni umanitarie internazionali hanno lanciato appelli per l'evacuazione dei feriti più gravi, ma le strade sono spesso interdette a causa dei combattimenti.
**Analise**
Questo attacco sottolinea la fragilità della situazione di sicurezza in Yemen e l'incapacità delle parti di raggiungere una pace duratura. Le vittime militari e civili continuano ad aumentare, mentre la comunità internazionale resta divisa sugli interventi. Da un lato, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno rafforzato le sanzioni contro i leader Houthi, dall'altro, l'Iran continua a fornire sostegno logistico e tecnologico ai ribelli. La tregua mediata dall'ONU nel 2022 è praticamente collassata, e i tentativi di rilanciare i negoziati non hanno prodotto risultati concreti.
Il massacro di Lahij ha implicazioni che vanno oltre il conflitto yemenita. L'escalation potrebbe innescare una nuova fase di tensioni regionali, con possibili ritorsioni saudite e un aumento degli attacchi Houthi contro le infrastrutture energetiche dell'Arabia Saudita. Inoltre, l'instabilità yemenita favorisce il traffico di armi e droga nel Corno d'Africa, minacciando la sicurezza di paesi come Gibuti e Somalia. Il costo umano è devastante: secondo l'ONU, il conflitto ha causato oltre 380.000 morti dal 2014, di cui circa la metà vittime indirette per fame e malattie.
**Fonti**
Le informazioni sono state raccolte da fonti mediche locali nella provincia di Lahij, da agenzie di stampa internazionali presenti a Aden e da dichiarazioni rilasciate da funzionari governativi yemeniti anonimi. Non è stato possibile ottenere un commento ufficiale da parte del movimento Houthi, che spesso nega o minimizza gli attacchi contro obiettivi militari. La notizia è stata confermata anche da media statali sauditi, che citano fonti militari della coalizione.
Por Renan Filho · 2026-10-19