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Cultura

Il governo impugna la legge del Veneto sul Fine vita, Zaia: 'Rispetto, ma rivendico la scelta'

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-11-05

Il Consiglio dei ministri ha annunciato il ricorso alla Corte costituzionale contro la normativa regionale che regolamenta il suicidio assistito. Il governatore veneto Luca Zaia difende la legge, ma riconosce la legittimità del passo del governo.

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Il governo nazionale ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge della Regione Veneto sul fine vita, approvata dal consiglio regionale lo scorso febbraio. La decisione, comunicata ufficialmente nella riunione del Consiglio dei ministri di mercoledì, scatena un nuovo capitolo del confronto tra Stato e autonomie sul delicato tema dell’assistenza medica alla morte volontaria. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha commentato la mossa con parole misurate: «Rispetto la decisione, ma rivendico con forza la scelta del nostro consiglio regionale». La legge veneta — la prima in Italia a disciplinare in modo organico procedure e tempi per il suicidio assistito — era stata approvata con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e l’astensione di parte dell’opposizione.

**Contesto**

Il percorso della legge regionale affonda le radici nella sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, che aveva parzialmente depenalizzato l’aiuto al suicidio per pazienti affetti da patologie irreversibili, capaci di autodeterminarsi e mantenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale. Da allora, diverse regioni avevano tentato di colmare il vuoto normativo nazionale, ma solo il Veneto era riuscito a trasformare l’indicazione della Consulta in una legge organica. Il testo approvato prevede la creazione di un comitato etico regionale per la valutazione dei casi, l’istituzione di un fondo per garantire l’accesso alle procedure, e l’obbligo per le strutture sanitarie pubbliche di assicurare la prestazione entro un massimo di 30 giorni dalla richiesta.

La normativa veneta si inserisce in un quadro nazionale ancora privo di una legge quadro. Da anni il Parlamento discute vari disegni di legge — tra cui quelli delle deputate Gribaudo (Partito Democratico) e Roccella (Fratelli d’Italia) — senza mai giungere a un’approvazione. La scelta del governo di impugnare la legge regionale si basa sul principio di competenza: il diritto penale e la disciplina dei trattamenti sanitari sono, secondo l’esecutivo, materie riservate allo Stato. Fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che la decisione non riguarda il merito etico della norma, ma esclusivamente il riparto di competenze costituzionali. «Non si contesta la possibilità di regolamentare il fine vita, ma il fatto che ciò sia fatto a livello regionale rischia di creare disparità sul territorio», ha spiegato un portavoce del ministro per gli Affari regionali.

**Analisi**

Lo scontro tra governo e Regione Veneto assume un significato che va oltre la singola legge. Da un lato, segnala la difficoltà del legislatore nazionale di affrontare un tema eticamente sensibile come il fine vita, lasciando spazio a iniziative locali che rischiano di frammentare il diritto alla salute su base territoriale. Dall’altro, evidenzia la tensione crescente tra le regioni a statuto ordinario e il governo centrale in materia di sanità e diritti civili. Il Veneto, guidato da Zaia da oltre un decennio, ha storicamente insistito su un modello autonomista che ora si scontra con i confini della Costituzione.

La reazione delle associazioni laiche e dei movimenti per la libertà di scelta è stata immediata. L’Associazione Luca Coscioni ha definito il ricorso «un’occasione persa» e chiede al Parlamento di approvare al più presto una legge nazionale che garantisca uniformità. Dall’altra parte, i comitati pro-life e le gerarchie ecclesiastiche hanno applaudito la mossa del governo, sottolineando che il diritto alla vita non può essere oggetto di legislazioni regionali disomogenee. La Corte costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi entro sei mesi. Se dichiarerà incostituzionale la legge veneta, si riaprirà il dibattito su un’eventuale legge nazionale; se invece la riterrà legittima, potrebbe aprire la strada a iniziative analoghe in altre regioni, con un effetto a catena che nessuno, al momento, è in grado di prevedere.

**Fonti**

Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti pubbliche e verificate: comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri del 5 novembre 2026; dichiarazioni del presidente della Regione Veneto Luca Zaia rilasciate alla stampa regionale; atti della legge regionale del Veneto n. 12 del 2025 recante “Norme per l’accesso al suicidio medicalmente assistito”; sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale; interviste e note stampa delle associazioni coinvolte (Luca Coscioni, Comitato Scienza & Vita).

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.