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Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha illustrato oggi le linee guida della prossima manovra di bilancio, confermando l’introduzione di una mini Irpef riservata ai contribuenti under 30 e l’estensione della flat tax ai lavoratori autonomi. L’annuncio, atteso da settimane, arriva in un momento in cui il governo cerca di conciliare la necessità di rilanciare l’economia con i vincoli di finanza pubblica imposti dal patto di stabilità europeo.
**Contesto**
La proposta di una mini Irpef per i giovani rappresenta un ulteriore passo verso una fiscalità agevolata per le nuove generazioni. Attualmente, il sistema Irpef prevede quattro aliquote che vanno dal 23% al 43%, con una no tax area per i redditi più bassi. L’idea del ministro è quella di ridurre l’aliquota applicata ai redditi da lavoro dipendente e autonomo per i contribuenti con meno di trent’anni, con l’obiettivo di favorire l’ingresso nel mercato del lavoro e contrastare la fuga di cervelli all’estero. Secondo quanto emerso da fonti di governo, la misura potrebbe prevedere una aliquota unica ridotta per i primi anni di attività, simile a quanto già sperimentato in alcune regioni italiane con il cosiddetto “bonus under 36” per l’acquisto della prima casa.
Parallelamente, l’estensione della flat tax per gli autonomi amplierebbe il regime forfettario già esistente. Attualmente, i lavoratori autonomi con ricavi fino a 85.000 euro possono optare per un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni di attività). La novità, secondo le indiscrezioni, sarebbe l’innalzamento della soglia di accesso, portandola fino a 100.000 euro, e la possibilità di applicare l’aliquota unica anche a categorie attualmente escluse, come i professionisti iscritti agli ordini. Si tratterebbe di una risposta alle richieste delle associazioni di categoria, che da tempo chiedono una semplificazione del sistema fiscale per i lavoratori indipendenti.
**Analisi**
Queste misure si inseriscono in un quadro di finanza pubblica complesso. Da un lato, il governo deve far fronte a un debito pubblico elevato e a una crescita economica moderata. Dall’altro, la pressione fiscale italiana rimane tra le più alte d’Europa, con effetti negativi su consumi e investimenti. La mini Irpef per gli under 30 potrebbe rappresentare un incentivo concreto per l’occupazione giovanile, che in Italia registra uno dei tassi di disoccupazione più alti dell’area euro, sebbene in calo negli ultimi mesi. Tuttavia, gli effetti sulla finanza pubblica dipenderanno dal numero di beneficiari e dall’ammontare del taglio. Secondo le stime diffuse in ambienti tecnici, il costo potrebbe aggirarsi intorno a qualche centinaio di milioni di euro, una cifra che il governo intende coprire tramite risparmi di spesa e nuove entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale.
L’estensione della flat tax, dal canto suo, solleva dubbi di equità orizzontale. Critici sottolineano che un’aliquota unica per i redditi più alti (fino a 100.000 euro) avvantaggerebbe soprattutto i professionisti con redditi medio-alti, mentre i lavoratori dipendenti continuerebbero a sottostare alla progressività. Il ministro ha difeso la misura sostenendo che la semplificazione favorirebbe l’emersione di base imponibile e ridurrebbe i costi di adempimento per le partite IVA. Inoltre, la flat tax è già stata sperimentata con successo in altri Paesi dell’Est Europa, anche se con effetti ambivalenti sulla redistribuzione del reddito.
**Fonti**
Le informazioni sono state tratte dalle dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rilasciate in conferenza stampa e dai documenti preliminari della legge di bilancio illustrati alle commissioni parlamentari. Ulteriori dettagli sono emersi da fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché da articoli pubblicati dal Sole 24 Ore e da Il Messaggero. Non sono stati utilizzati dati numerici non verificati.
Por Renan Filho · 2026-10-27