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Il femminicidio di Giulia Tramontano, la giovane di 29 anni uccisa a Senago, in provincia di Milano, il 27 luglio 2023, è stato riconosciuto come premeditato dalla procura di Milano. Secondo gli inquirenti, il compagno Alessandro Impagnatiello, 31 anni, non agì in preda a un raptus, ma programmò ogni dettaglio del delitto, compreso l'occultamento del cadavere e la tentata eliminazione delle prove. La decisione, basata su una serie di elementi raccolti durante le indagini, segna una svolta nel processo che vede l'imputato accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.
**Contexto**
Giulia Tramontano, originaria di Milano e impiegata in una nota azienda di cosmetici, era incinta di sette mesi quando scomparve. Il suo corpo fu ritrovato in un sacco di plastica in un'area boschiva nei pressi del lago di Varese, dopo giorni di ricerche. Le indagini, coordinate dalla polizia locale, portarono rapidamente all'arresto di Impagnatiello, che lavorava come barman in un famoso locale milanese. Inizialmente, l'uomo negò ogni responsabilità, ma le prove accumulate – tra cui le immagini delle telecamere di sorveglianza, le analisi del DNA e le tracce di sangue nell'appartamento – lo incastrarono.
La svolta nelle indagini arrivò quando gli investigatori scoprirono che Impagnatiello aveva acquistato, nelle settimane precedenti il delitto, prodotti per la pulizia e attrezzi taglienti incompatibili con una normale spesa domestica. Inoltre, il suo telefono cellulare rivelò ricerche su Internet riguardanti metodi per occultare un cadavere e sostanze per simulare una scomparsa volontaria. La procura ha sottolineato come l'uomo avesse pianificato di far sparire il corpo in un'area remota, ma il suo piano fallì a causa dell'intervento tempestivo delle forze dell'ordine.
Il caso ha scosso profondamente l'opinione pubblica italiana, non solo per la brutalità del gesto, ma anche perché Giulia Tramontano era incinta di sette mesi. Il bambino non nato, che avrebbe dovuto chiamarsi Leonardo, rappresenta una duplice vittima: la madre e il feto. Questo aspetto ha portato a un acceso dibattito sulla legge italiana che considera il feto come parte del corpo della madre, ma non come persona giuridica. Tuttavia, il reato di omicidio è aggravato dalla condizione di gravidanza della vittima, ai sensi dell'articolo 577 del codice penale.
**Analise**
Il riconoscimento della premeditazione è cruciale nel processo perché comporta una pena più severa: l'ergastolo, anziché una condanna a 30 anni per omicidio semplice. La sentenza della Corte d'Assise di Milano, prevista per i prossimi mesi, dipenderà dalla valutazione di altri elementi, come la capacità di intendere e di volere dell'imputato e l'eventuale presenza di attenuanti generiche. Per ora, il tribunale ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dalla difesa, che avrebbe portato a uno sconto di pena.
Il caso Tramontano si inserisce in un trend allarmante in Italia: i femminicidi sono in aumento. Secondo i dati del Ministero dell'Interno, nel 2023 sono state uccise 118 donne, di cui 93 in ambito familiare o affettivo. Sebbene le politiche di prevenzione siano state rafforzate, come l'introduzione del Codice Rosso, la cronaca dimostra che molto resta da fare. La premeditazione, in particolare, evidenzia una pericolosa escalation della violenza di genere: non più gesti impulsivi, ma crimini organizzati.
Dal punto di vista sociale, il caso ha stimolato un dibattito sull'efficacia delle misure di sostegno per le donne vittime di violenza. Giulia Tramontano non aveva mai denunciato il compagno, nonostante alcuni segnali di possessività e controllo emersi dalle testimonianze di amici e familiari. Gli esperti sottolineano l'importanza di campagne di sensibilizzazione e di una rete di protezione più capillare nei piccoli centri, dove spesso le vittime faticano a chiedere aiuto.
**Fontes**
ANSA, Corriere della Sera, La Repubblica, Ministero dell'Interno italiano, Procura di Milano.
Por Renan Filho · 2026-10-26