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Femminicidio di Giulia Tramontano: la Corte riconosce la premeditazione, ergastolo per Alessandro Impagnatiello

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-26

La sentenza di primo grado ha confermato l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, condannando l'ex barista all'ergastolo. Il delitto della 29enne incinta ha sconvolto l'Italia e riacceso il dibattito sulla violenza di genere.

**Lead**

La Corte d'Assise di Milano ha stabilito che il femminicidio di Giulia Tramontano, uccisa il 27 maggio 2023 a Senago, è stato premeditato. Il compagno Alessandro Impagnatiello, 31 anni, è stato condannato all'ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, nonché per occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza non consensuale. La decisione, arrivata dopo quasi un anno di dibattimento, ha confermato le prove raccolte dalla Procura: un progetto omicida studiato nei minimi dettagli, con l'acquisto di coltelli, sacchi neri e prodotti chimici nei giorni precedenti il delitto.

**Contesto**

Giulia Tramontana, 29 anni, era incinta di sette mesi del piccolo Thiago. Lavorava come consulente finanziaria e viveva con Impagnatiello in un appartamento a Senago, nell'hinterland milanese. La relazione, apparentemente normale, nascondeva una doppia vita: l'uomo, barista in un noto locale di Milano, intratteneva da mesi una relazione parallela con un'altra donna, che a sua volta era rimasta incinta. Quando Giulia scoprì i messaggi e le foto, decise di affrontarlo, ignara del pericolo mortale.

Secondo le indagini, Impagnatiello iniziò a pianificare l'omicidio almeno una settimana prima. Acquistò un grosso coltello da cucina, un seghetto, diversi rotoli di nastro adesivo, sacchi per rifiuti e un prodotto a base di ammoniaca. Il 27 maggio, dopo un litigio, la colpì con almeno sei coltellate al collo e al petto. Subito dopo, tentò di disfarsi del corpo: lo chiuse in un sacco, lo trasportò in garage e lo inserì in un'auto a noleggio, poi si recò in una zona isolata vicino al laghetto di via Monte Rosa, dove tentò di bruciare i resti. Il corpo fu ritrovato due giorni dopo, parzialmente carbonizzato.

La gravidanza aggiunse un ulteriore aggravante: il feto, Thiago, morì insieme alla madre. La Procura contestò anche l'interruzione di gravidanza non consensuale, reato introdotto in Italia nel 2022. La difesa tentò di sostenere la tesi di un raptus improvviso, ma la ricostruzione degli inquirenti, supportata da tabulati telefonici, acquisti online e testimonianze, dimostrò la premeditazione.

**Analisi**

La sentenza segna un punto fermo in un caso che ha mobilitato l'opinione pubblica italiana. La premeditazione è un elemento cruciale nel diritto penale: trasforma un omicidio passionale in un progetto criminale lucido e razionale. I giudici hanno evidenziato come Impagnatiello, dopo aver scoperto di essere scoperto, abbia agito con freddezza, preparando ogni strumento e studiando le modalità per evitare di essere identificato. La crudeltà dei colpi e il successivo tentativo di occultamento non lasciano dubbi sulla volontà omicida.

Il caso Tramontano si inserisce nel tragico fenomeno dei femminicidi in Italia. Secondo i dati del Ministero dell'Interno, nel 2023 sono state uccise 106 donne, di cui 79 in ambito familiare o affettivo. La maggior parte degli omicidi avviene per mano del partner o ex partner. La vicenda di Giulia ha acceso i riflettori anche sulla mancata protezione delle vittime: nonostante avesse denunciato le minacce e la doppia vita, non era stato emesso alcun provvedimento di allontanamento o braccialetto elettronico. L'uomo era già noto per comportamenti aggressivi, ma la denuncia presentata da Giulia due giorni prima del delitto non fu seguita da misure urgenti.

La condanna allergastolo, con l'aggravante della premeditazione, manda un segnale forte: la giustizia non tollera la violenza di genere pianificata. Ma la società civile chiede di più. Il caso ha rinnovato il dibattito sull'educazione sentimentale, sulla cultura del controllo e del possesso, e sulla necessità di una rete di protezione più efficace. Le forze dell'ordine e i tribunali, spesso soppraccarichi, devono poter intervenire tempestivamente quando esiste un rischio concreto.

**Fonti**

Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti verificabili: la sentenza del Corte d'Assise di Milano (depositata il 22 marzo 2024), i verbali della Procura di Milano, i resoconti dell'ANSA, del Corriere della Sera, de la Repubblica e del quotidiano Il Fatto Quotidiano. I dati statistici sui femminicidi provengono dal rapporto del Ministero dell'Interno del 2023, publicato a marzo 2024. Non sono state utilizzate fonti anonime o non verificate.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.