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Politica

Residenza in Europa e rischio tumore: l’Italia tra disparità e politiche sanitarie

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-26

Uno studio europeo evidenzia come il Paese di residenza influenzi significativamente l’incidenza e la mortalità per cancro. L’Italia, pur con un sistema sanitario universalistico, mostra differenze regionali preoccupanti, accendendo il dibattito politico sulle politiche di prevenzione.

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Dove si vive in Europa può fare la differenza tra la vita e la morte per cancro. È quanto emerge da recenti analisi comparative condotte a livello continentale, che mettono in luce come il rischio di sviluppare un tumore e le probabilità di sopravvivenza varino sensibilmente in base al Paese di residenza. Per l’Italia, i dati disegnano un quadro contraddittorio: da un lato, un’eccellenza nella cura di alcune patologie oncologiche; dall’altro, persistenti disuguaglianze territoriali e un accesso disomogeneo ai programmi di screening. La questione è diventata centrale nel dibattito politico italiano ed europeo, con richieste di interventi strutturali per garantire equità e prevenzione su tutto il territorio.

**Contesto**

Da anni l’Unione Europea monitora le differenze negli esiti sanitari tra gli Stati membri. Il cancro rappresenta la seconda causa di morte nel continente, e studi come quelli del Sistema Europeo di Informazione sul Cancro (ECIS) mostrano che l’incidenza e la mortalità per neoplasie specifiche – quali il tumore al polmone, al colon-retto o alla mammella – variano non solo per fattori genetici o stili di vita, ma anche per la qualità e la tempestività delle politiche di prevenzione e cura. In molti Paesi del Nord Europa, screening organizzati e campagne vaccinali (ad esempio contro l’HPV) hanno ridotto drasticamente l’impatto di alcune forme tumorali. Al contrario, nell’Europa meridionale e orientale permangono ritardi.

L’Italia, nonostante il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) universalistico, non fa eccezione. Le differenze tra Nord e Sud sono note da tempo: al Nord si concentrano i centri di eccellenza oncologica e una maggiore adesione agli screening, mentre al Sud si registrano tassi più bassi di diagnosi precoce e una mortalità più elevata per alcuni tumori. Il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 ha fissato obiettivi ambiziosi, ma la loro attuazione è stata disomogenea, anche a causa delle differenze nelle capacità finanziarie e organizzative delle Regioni. A livello europeo, il Piano Europeo di Lotta contro il Cancro, lanciato nel 2021, punta a ridurre le disparità attraverso azioni coordinate, ma i progressi sono lenti e spesso ostacolati da priorità politiche divergenti.

**Analisi**

La residenza incide sul rischio oncologico per molteplici ragioni. La prima riguarda l’esposizione ambientale: regioni con maggiore industrializzazione, inquinamento atmosferico o presenza di siti contaminati (come in alcune aree della Campania o della Sicilia) presentano tassi più alti di tumori polmonari e altre neoplasie. La seconda è l’accesso ai servizi sanitari: chi vive in zone rurali o in Regioni con bilanci sanitari limitati ha minori possibilità di sottoporsi a screening regolari o di ricevere terapie innovative. La terza, di natura politica, è la volontà dei governi di investire in prevenzione primaria e secondaria. In Italia, il dibattito si intreccia con la questione dell’autonomia differenziata, che potrebbe accentuare le disparità se non accompagnata da meccanismi di perequazione. A livello europeo, la Commissione ha proposto un sistema di indicatori comuni per misurare l’equità dell’accesso, ma la sua adozione è rimandata a decisioni politiche nazionali.

La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente aggravato la situazione: ritardi nelle diagnosi e nelle cure hanno causato un aumento stimato di decessi evitabili. Per l’Italia, il rischio è che le disuguaglianze si consolidino, penalizzando le fasce più vulnerabili della popolazione. Alcune forze politiche italiane hanno sollevato il tema in Parlamento, chiedendo l’istituzione di un fondo straordinario per l’oncologia di precisione e l’estensione degli screening gratuiti a tutta la popolazione over 50. Tuttavia, le risorse stanziate finora sono state giudicate insufficienti dalle associazioni di pazienti e dagli operatori sanitari.

**Fonti**

- Sistema Europeo di Informazione sul Cancro (ECIS) – Centro comune di ricerca della Commissione europea. - Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Rapporti sull’epidemiologia dei tumori in Italia. - Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Ufficio regionale per l’Europa. - Piano Europeo di Lotta contro il Cancro – Commissione europea. - Ministero della Salute italiano – Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.