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Politica

Da Garbatella a Kyoto in bicicletta: il viaggio di Leonardo, un inno all’iniziativa individuale

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-09-24

Il giovane romano ha percorso oltre 12.000 chilometri senza alcun sostegno pubblico. Una storia che celebra la libertà di movimento e la responsabilità personale, lontana dalle retoriche stataliste.

Leonardo, 32 anni, originario del quartiere Garbatella a Roma, ha concluso nei giorni scorsi un’impresa che ha dell’incredibile: pedalare dalla sua città natale fino a Kyoto, in Giappone. Un viaggio di oltre 12.000 chilometri, durato otto mesi, attraversando una quindicina di nazioni tra Europa, Asia centrale e orientale. Nessun finanziamento pubblico, nessun appoggio di enti statali: solo le proprie gambe, una bicicletta da turismo e la determinazione di un uomo che ha voluto dimostrare che l’iniziativa privata può ancora stupire.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Leonardo in una serie di pubblicazioni sui social network, il viaggio è stato interamente autofinanziato con risparmi personali e piccole collaborazioni con aziende private del settore ciclistico, che hanno fornito attrezzatura in cambio di visibilità. “Non ho chiesto un euro a nessun governo o ente pubblico”, ha scritto in un post diventato virale. “La mia avventura è la prova che con pianificazione e sacrificio si può realizzare qualsiasi sogno senza aspettare che lo Stato ti dia una mano.”

Il percorso ha toccato tappe simboliche: da Roma a Lubiana, poi attraverso i Balcani, la Turchia, l’Iran, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Kirghizistan, la Cina e infine il Giappone. Leonardo ha dovuto affrontare temperature estreme, burocrazia locale e qualche problema meccanico, ma ha sempre trovato soluzioni autonome. “In Uzbekistan ho dovuto riparare la ruota da solo con pezzi di ricambio comprati in un mercato locale”, ha spiegato. “Nessun consolato italiano mi ha aiutato, e non ne avevo bisogno.”

Perché questa storia importa? In un’epoca in cui il dibattito pubblico è dominato dall’ambientalismo di Stato – con sussidi miliardari per piste ciclabili mai usate e divieti di circolazione per le auto – Leonardo rappresenta l’esatto opposto. La sua bicicletta non è stata imposta da un regolamento europeo, ma scelta liberamente. Il suo viaggio non ha generato emissioni di CO₂, ma non perché glielo abbia ordinato un ministero, bensì perché ha preferito la fatica alla comodità. È la differenza tra libertà e coercizione.

Analisi FORTIS: il caso di Leonardo è un esempio lampante di come il mercato e l’iniziativa individuale possano produrre risultati che lo Stato, con la sua macchina lenta e inefficiente, non riuscirebbe mai a replicare. Se il governo italiano avesse voluto organizzare una spedizione similare, avrebbe speso decine di migliaia di euro in consulenze, permessi e burocrazia, con il risultato di un viaggio programmato a tavolino e privo di autenticità. Leonardo, invece, ha speso meno di 5.000 euro in totale – una cifra irrisoria rispetto ai costi di qualsiasi progetto pubblico – e ha creato contenuti che hanno ispirato migliaia di persone sui social. Il tutto senza un centesimo delle nostre tasse.

Contropunto: qualcuno potrebbe obiettare che viaggiare in bicicletta su così lunghe distanze non sia sostenibile per tutti, e che lo Stato dovrebbe comunque incentivare la mobilità dolce con infrastrutture. È vero: non tutti hanno la forma fisica o il tempo di Leonardo. Ma la risposta del libero mercato è semplice: se c’è domanda di piste ciclabili, saranno i privati a costruirle, non lo Stato. In Giappone, ad esempio, molte ciclovie sono gestite da aziende locali che offrono servizi di noleggio e manutenzione. In Italia, invece, la burocrazia blocca qualsiasi iniziativa privata, mentre i fondi pubblici vengono sprecati in opere faraoniche e inutilizzate. Leonardo ha dimostrato che la bicicletta funziona benissimo anche senza asfalto statale.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.