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Salvini al congresso della Lega: «Se confermato segretario, chiederò in Cdm lo stop a soldi e armi all’Ucraina»

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-25

Il leader del Carroccio, in vista del voto di conferma durante il congresso federale, annuncia una linea netta: veto a nuovi finanziamenti e invii di armamenti a Kiev. La mossa riaccende il dibattito sulla posizione italiana nella guerra.

**Lead**

Matteo Salvini, segretario federale della Lega, ha dichiarato che – nel caso in cui venga riconfermato alla guida del partito durante il congresso in corso – chiederà al Consiglio dei ministri di interrompere immediatamente lo stanziamento di fondi e l’invio di armi all’Ucraina. La presa di posizione, annunciata nella prima giornata dei lavori congressuali, segna uno dei passaggi più tesi della settimana politica italiana e rianima la frattura tra le forze di maggioranza rispetto al conflitto in corso.

**Contesto**

Il congresso della Lega, che si tiene a Milano presso l’Allianz MiCo, rappresenta un appuntamento cruciale per il partito. Salvini, al timone dal 2013, punta a un’ulteriore conferma della sua leadership in un momento in cui i sondaggi – secondo istituti demoscopici nazionali – lo danno in lieve calo, ma ancora solido tra gli elettori del centrodestra. L’annuncio sull’Ucraina non è stato improvviso: già nelle settimane precedenti il segretario aveva criticato l’invio di armi pesanti, sostenendo che l’Italia dovesse svolgere un ruolo di mediatrice per il cessate il fuoco.

La richiesta di «stop a soldi e armi» riguarda, secondo quanto riferito da fonti leghiste, sia i decreti ministeriali già in fase di attuazione sia eventuali nuove misure approvate a livello europeo. La posizione di Salvini si inserisce in un quadro di crescente scetticismo di una parte dell’opinione pubblica italiana verso l’assistenza militare a Kiev, mentre il governo di Giorgia Meloni – pur confermando il sostegno a Kiev – si trova a dover mediare tra gli alleati di coalizione.

**Analisi**

La mossa di Salvini ha un duplice effetto: da un lato, rinsalda il suo elettorato più sovranista e pacifista, preoccupato per le ripercussioni economiche della guerra e per un possibile allargamento del conflitto. Dall’altro, rappresenta una sfida aperta alla premier Meloni e al ministro della Difesa Crosetto, che hanno più volte ribadito la posizione atlantista e l’impegno a fianco dell’Ucraina. In una compagine di governo come quella attuale, dove Lega e Fratelli d’Italia condividono l’esecutivo, una dichiarazione tanto netta rischia di riaprire le divergenze che, fino a oggi, erano rimaste sotto traccia.

Se Salvini dovesse effettivamente portare la richiesta in Cdm, sarebbe la prima volta che un esponente della maggioranza chiede formalmente di invertire la rotta sull’Ucraina. Il tema è destinato a mobilitare anche le opposizioni: il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, pur distanti tra loro, hanno già criticato la proposta, definendola «irresponsabile» e «favorevole a Putin». Il Movimento 5 Stelle, in particolare, rischia di trovarsi in una posizione ambigua, visto che il suo leader Giuseppe Conte ha in passato proposto una «pausa» negli invii, ma senza arrivare a uno stop totale.

**Fonti**

La notizia è stata riportata dalle agenzie di stampa ANSA e AGI, presenti ai lavori del congresso. Dichiarazioni simili erano state anticipate in alcuni passaggi del discorso di apertura di Salvini, come confermato da fonti interne alla Lega. Il testo completo del documento congressuale non è ancora stato reso pubblico, ma la linea del segretario è stata chiarita nel corso della diretta streaming del partito. Eventuali sviluppi sul fronte governativo saranno seguiti nelle prossime sedute del Consiglio dei ministri.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.