**Lead**
Una marea di bandiere rosse ha invaso il centro di Roma. La Cgil, il più grande sindacato italiano, ha portato in piazza decine di migliaia di lavoratori, pensionati e studenti per ribadire la propria protesta contro le politiche economiche del governo. Il segretario generale Maurizio Landini, dal palco allestito in piazza San Giovanni, ha lanciato l’annuncio atteso da settimane: «Siamo 100mila, e il 20 novembre proclameremo uno sciopero generale». La mobilitazione andrà avanti su tutto il territorio nazionale, con cortei e presidi in tutte le regioni.
**Contexto**
La manifestazione di oggi è solo l’ultimo atto di una lunga stagione di tensioni sociali in Italia. Negli ultimi mesi, la Cgil ha accumulato motivi di scontro con l’esecutivo guidato dalla premier Giorgia Meloni. Al centro del dissenso ci sono la manovra di bilancio per il 2026, giudicata insufficiente dal sindacato, e l’assenza di misure strutturali per il lavoro. Il governo ha previsto un aumento delle pensioni minime e qualche sgravio fiscale per i redditi bassi, ma la Cgil ritiene che non basti a contrastare la perdita del potere d’acquisto provocata dall’inflazione.
La piattaforma di rivendicazioni presentata oggi è chiara: aumento generalizzato dei salari attraverso il rinnovo dei contratti collettivi, una riforma fiscale che tassi meno i lavoratori dipendenti e più le rendite finanziarie, maggiori investimenti nella sanità pubblica e nella scuola, e misure concrete contro la precarietà, a partire dal contrasto ai contratti a termine e ai falsi part-time. Landini ha ricordato che, secondo i dati ISTAT, il numero di lavoratori poveri in Italia è cresciuto del 15% negli ultimi tre anni, mentre i profitti delle grandi aziende sono aumentati del 30%. Pur non citando cifre precise, il leader sindacale ha parlato di «un’emergenza sociale senza precedenti».
La scelta del 20 novembre non è casuale. In quella data cadono i cento giorni dall’approvazione definitiva della legge di bilancio, termine entro il quale la Cgil intende verificare se il governo avrà accolto le sue richieste. Lo sciopero generale sarà accompagnato da manifestazioni in tutte le città capoluogo di regione con la partecipazione annunciata di diverse categorie: metalmeccanici, chimici, trasporti, scuola e pubblica amministrazione. Il sindacato ha già avviato contatti con le altre sigle sindacali, Cisl e Uil, ma per ora non c’è una adesione unitaria: entrambi i sindacati hanno espresso solidarietà alla protesta ma non hanno ancora deciso se aderire formalmente allo sciopero.
**Analise**
La mobilitazione della Cgil rappresenta un test cruciale per il governo Meloni, che finora ha cercato di gestire il malcontento sociale con misure a spot e un forte controllo del conflitto politico. La presenza in piazza di 100mila persone – stando ai numeri forniti dagli organizzatori – dimostra che il fronte del disagio è ampio e trasversale, non limitato alle tradizionali roccaforti della sinistra. L’annuncio dello sciopero generale, il primo dopo diversi anni, indica che il sindacato intende alzare la posta e mettere il governo con le spalle al muro in una fase delicata, a metà della legislatura.
Se lo sciopero sarà effettivamente massiccio, potrebbe innescare un effetto domino su altre forze sociali e politiche. L’opposizione di centrosinistra guarda con attenzione alla piazza: il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno già espresso vicinanza alla Cgil, ma senza una formale adesione. La vera incognita è la reazione dell’esecutivo: finora la premier ha scelto la linea del dialogo formale e della chiusura sostanziale, ma un’ondata di scioperi potrebbe costringerla a rivedere l’agenda. Alcuni analisti segnalano che, in caso di blocco prolungato della contrattazione, la Cgil potrebbe estendere la mobilitazione anche ai settori dei servizi pubblici essenziali, complicando ulteriormente il quadro.
Dal punto di vista economico, lo sciopero del 20 novembre arriva in un momento di incertezza: l’inflazione in Italia è scesa al 2,5%, ma i prezzi dei beni alimentari e delle bollette restano alti, mentre il tasso di disoccupazione giovanile supera ancora il 20%. La Cgil punta a incassare il malcontento giovanile e dei pensionati, due fasce che tradizionalmente partecipano meno alla protesta ma che sono state penalizzate dalla manovra. Resta da vedere se il sindacato riuscirà a mantenere l’unità interna e a coinvolgere anche i lavoratori del terziario e del digitale, spesso meno sindacalizzati.
**Fontes**
Le informazioni provengono dal discorso pubblico del segretario generale della Cgil Maurizio Landini durante la manifestazione romana del 18 ottobre 2026, dai comunicati ufficiali diffusi dalla segreteria nazionale del sindacato e dalla rassegna stampa delle principali agenzie di stampa italiane (ANSA, AGI) e dei quotidiani nazionali (la Repubblica, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore). I dati sull’inflazione e sulla disoccupazione citati fanno riferimento alle rilevazioni ISTAT più recenti disponibili al momento della pubblicazione.
Por Renan Filho · 2026-10-18