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Attacco hacker alla Camera: prese di mira le caselle mail, anche quella di Meloni

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-27

Un'operazione informatica mirata ha colpito i sistemi di posta elettronica della Camera dei Deputati. Tra gli account violati, secondo fonti investigative, anche quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L'attacco è stato scoperto nella notte tra il 26 e il 27 ottobre.

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Un grave attacco informatico ha preso di mira i sistemi di posta elettronica della Camera dei Deputati, compromettendo diverse caselle istituzionali. Secondo le prime ricostruzioni, tra gli account violati figurerebbe anche quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L'operazione, scoperta nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre 2026, ha immediatamente attivato le procedure di sicurezza del dipartimento per la cybersicurezza nazionale.

**Contexto**

La Camera dei Deputati ha confermato l'incidente in una nota ufficiale diffusa in mattinata, precisando che “le attività di verifica e ripristino sono in corso” e che “al momento non risultano compromessi dati sensibili”. Tuttavia, fonti vicine all'inchiesta riferiscono che gli attaccanti avrebbero avuto accesso a una pluralità di account di posta elettronica di deputati, funzionari e collaboratori. L'attacco sarebbe stato sferrato attraverso una campagna di phishing mirato, con email malevole che simulavano comunicazioni interne della Camera. Una volta aperte, avrebbero installato un keylogger in grado di rubare credenziali di accesso.

La scoperta è avvenuta grazie a un sistema di monitoraggio avanzato della sicurezza informatica, che ha rilevato anomalie nei flussi di traffico verso server esterni non autorizzati. L'unità di cybersicurezza della Presidenza del Consiglio, in coordinamento con il Dipartimento per la Sicurezza Informatica (DIS), ha avviato le indagini. Non è ancora chiaro se l'attacco sia riconducibile a gruppi criminali organizzati o ad attori statali. Negli ultimi anni, le istituzioni italiane sono state bersaglio di numerosi tentativi di intrusione, spesso attribuiti a gruppi hacker filorussi o a cellule legate al cybercrime.

Secondo quanto riportato da agenzie di stampa come ANSA e La Repubblica, l'account della premier sarebbe stato tra quelli colpiti, ma fonti di Palazzo Chigi smentiscono parzialmente, affermando che “la casella di posta utilizzata dalla presidente Meloni per comunicazioni istituzionali è protetta da sistemi di autenticazione a più fattori e non è stata violata”. La discrepanza evidenzia la complessità della situazione: potrebbero essere stati colpiti account secondari o vecchi indirizzi non più in uso. Gli investigatori stanno analizzando i log di accesso per determinare l'esatta portata della breccia.

**Analise**

L'episodio solleva interrogativi sulla capacità di difesa delle infrastrutture critiche italiane. La Camera dei Deputati, come simbolo della democrazia, rappresenta un obiettivo di alto profilo. Se l'attacco fosse effettivamente riuscito a intercettare comunicazioni riservate di parlamentari e del capo del governo, le conseguenze sarebbero di portata incalcolabile: fuga di informazioni sensibili su dossier delicati, rapporti diplomatici o decisioni strategiche. Anche in assenza di furti di dati comprovati, la semplice violazione della fiducia degli utenti istituzionali può minare la credibilità del sistema.

Un altro aspetto riguarda la tempistica: l'attacco arriva a poche settimane dalla presentazione del nuovo disegno di legge sulla cybersicurezza nazionale, attualmente in discussione alla Camera. Alcuni osservatori vedono una possibile connessione, con l'intento di testare le vulnerabilità del sistema proprio mentre il Parlamento valuta misure più stringenti. Tuttavia, non ci sono prove a sostegno di questa tesi.

La risposta delle autorità è stata finora rapida e coordinata. Il DIS ha attivato un protocollo di emergenza, isolando i server colpiti e imponendo la modifica delle password per tutti gli account della Camera. Resta il nodo della trasparenza: in passato, attacchi simili sono stati gestiti con riserbo, alimentando teorie del complotto e sfiducia. Sarà cruciale che le istituzioni comunichino con chiarezza l'evoluzione dell'indagine, senza nascondere eventuali criticità.

**Fontes**

Le informazioni sono state raccolte da fonti ufficiali e agenzie di stampa: comunicato stampa della Camera dei Deputati del 27 ottobre 2026; note del Dipartimento per la Sicurezza Informatica (DIS); articoli di ANSA, Corriere della Sera e La Repubblica pubblicati nella mattinata del 27 ottobre; dichiarazioni di fonti anonime vicine al Nucleo per la Sicurezza Cibernetica. Non è stato possibile verificare in modo indipendente il coinvolgimento dell'account della presidente Meloni, ma le agenzie principali lo riportano come “sotto accertamento”.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.