**Lead**
Un attacco hacker di matrice sofisticata ha preso di mira la Camera dei Deputati, riuscendo a violare tre caselle di posta elettronica istituzionali. Tra gli account compromessi figura anche quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, come confermato da fonti parlamentari. L’incidente è stato scoperto nella giornata di ieri, quando i sistemi di sicurezza interni hanno rilevato attività anomale sui server di posta elettronica del ramo del Parlamento.
**Contexto**
L’attacco si inserisce in un contesto di crescenti minacce informatiche contro le istituzioni italiane. Negli ultimi mesi, si sono registrati tentativi di intrusione ai danni di ministeri, enti locali e infrastrutture critiche. La Camera dei Deputati, in particolare, era già stata oggetto di attacchi DDoS lo scorso anno, ma mai con un livello di accesso diretto a caselle personali di membri del governo. Secondo le prime ricostruzioni, gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità nel sistema di autenticazione a due fattori, aggirando le protezioni attraverso tecniche di phishing avanzato. Le tre caselle violate appartengono, oltre alla premier, a due alti funzionari della presidenza della Camera. Il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) è già stato informato e sta seguendo l’evoluzione della vicenda.
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha avviato un’indagine per determinare l’origine dell’attacco e il tipo di dati eventualmente sottratti. Fonti vicine all’indagine sospettano l’azione di un gruppo APT (Advanced Persistent Threat) legato a una potenza straniera, anche se al momento non ci sono rivendicazioni ufficiali. La premier Meloni ha ricevuto un briefing di sicurezza d’urgenza dal direttore dell’ACN, Roberto Baldoni. Nel frattempo, la Camera ha disattivato le caselle compromesse e avviato una procedura di reset delle credenziali per tutto il personale interessato.
**Analise**
L’attacco assume una rilevanza particolare non solo per il bersaglio istituzionale, ma anche per il tempismo. La violazione di un account di posta della presidente del Consiglio può avere implicazioni sulla sicurezza nazionale, dato che tali caselle spesso contengono comunicazioni classificate, bozze di decreti legge, corrispondenza con servizi segreti e capi di Stato esteri. Sebbene la premier utilizzi canali crittografati per le comunicazioni più sensibili, la sola esposizione di metadati (mittenti, destinatari, oggetti) può già fornire elementi preziosi a servizi di intelligence avversari.
Questo episodio dimostra che le difese perimetrali delle istituzioni italiane, pur rafforzate negli ultimi anni, presentano ancora falle che attori sofisticati possono sfruttare. La probabile matrice statale dell’attacco – se confermata – segna un’escalation nel conflitto ibrido in corso, dove spionaggio cibernetico e guerre ibride si intrecciano. Per il governo, la priorità ora sarà contenere i danni, identificare eventuali fughe di dati e rivedere i protocolli di sicurezza informatica per l’intero apparato pubblico. Le opposizioni hanno già chiesto un’audizione urgente dei vertici dell’ACN in Parlamento.
**Fontes**
La notizia è basata su informazioni ufficiali diffuse dalla Camera dei Deputati, dichiarazioni del presidente della Camera Lorenzo Fontana, comunicati dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e fonti parlamentari anonime. Sono state consultate anche le agenzie di stampa ANSA e Reuters per la cronaca degli eventi. Non sono state utilizzate informazioni non verificate o provenienti da fonti non ufficiali.
Por Renan Filho · 2026-10-27