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Economia

Abi: prestiti a famiglie e imprese accelerano, crescita del 3,7%

Renan Filho Por Renan Filho · 2026-10-17

L’Associazione Bancaria Italiana registra un’accelerazione dei prestiti a famiglie e imprese, con un incremento del 3,7% su base annua a settembre. Il dato segnala una ripresa della domanda di credito dopo un periodo di rallentamento.

**Lead**

L’Associazione Bancaria Italiana (Abi) ha comunicato che a settembre 2026 i prestiti concessi a famiglie e imprese hanno registrato un aumento del 3,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato, diffuso nell’ambito del consueto monitoraggio mensile, segna un’accelerazione rispetto ai mesi estivi, quando la crescita si attestava intorno al 2,5-3%. L’incremento riguarda sia i mutui residenziali sia i finanziamenti alle attività produttive, con un contributo significativo delle piccole e medie imprese.

**Contexto**

L’Abi, che rappresenta oltre 700 banche operanti in Italia, pubblica mensilmente l’andamento del credito bancario. Il rapporto di settembre evidenzia una inversione di tendenza dopo un biennio caratterizzato da tassi d’interesse elevati e da una domanda di prestiti compressa dall’inflazione. La Banca Centrale Europea, dopo aver alzato i tassi fino al 4,5% nel 2024, ha avviato un graduale allentamento a partire dalla primavera del 2025, portando il tasso principale al 3,25% nell’autunno 2026. Questo ha favorito un calo dei tassi applicati dalle banche italiane, con il Taeg medio sui mutui sceso sotto il 4% per la prima volta da tre anni.

Il contesto macroeconomico italiano mostra segnali di stabilizzazione: il Pil è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre 2026, trainato dai consumi interni e dagli investimenti in edilizia agevolati dal Superbonus riformato. L’occupazione è ai massimi storici, con il tasso di disoccupazione al 6,1%, mentre l’inflazione si è attestata al 2,1% a settembre, vicina all’obiettivo della Bce. Questi fattori hanno rafforzato la fiducia di famiglie e imprese, spingendole a richiedere nuovo credito per acquisti immobiliari, ristrutturazioni e capitale circolante.

Secondo i dati Abi, la componente più dinamica è stata quella dei prestiti alle imprese, cresciuta del 4,2% annuo, trainata dal manifatturiero e dai servizi. I prestiti alle famiglie hanno segnato un +3,1%, con una ripresa dei mutui per l’acquisto della prima casa (+5,8%) e un incremento del credito al consumo (+2,4%). Il tasso di sofferenza netto è rimasto stabile all’1,2%, segno che la qualità del credito non si è deteriorata nonostante l’accelerazione.

**Analisi**

L’accelerazione dei prestiti è un indicatore chiave per valutare la salute dell’economia reale. Un aumento sostenuto del credito segnala che famiglie e imprese hanno fiducia nel futuro e sono disposte a indebitarsi per consumare e investire. Per le banche, significa un miglioramento del margine di interesse, anche se la concorrenza sui tassi attivi resta elevata. L’Abi ha sottolineato che il dato di settembre conferma la fine della fase di “credit crunch” che aveva caratterizzato il 2024 e la prima metà del 2025, quando i prestiti erano cresciuti a ritmi inferiori all’1%.

Tuttavia, l’accelerazione va letta con cautela. Il 3,7% è ancora inferiore ai tassi di crescita pre-pandemia (superiori al 5% nel 2019) e la dinamica potrebbe essere influenzata da effetti base: nel settembre 2025 i prestiti erano cresciuti solo dell’1,8%, quindi il confronto è favorevole. Inoltre, l’aumento della domanda potrebbe essere in parte legato alla necessità di far fronte a rincari energetici e a scadenze fiscali, più che a un vero e proprio ottimismo. Le imprese, in particolare, potrebbero aver richiesto finanziamenti per coprire i maggiori costi delle materie prime, ancora volatili.

Un altro elemento da monitorare è l’impatto delle prossime decisioni della Bce. Se i tassi dovessero scendere ulteriormente, la crescita dei prestiti potrebbe accelerare ancora, sostenendo la ripresa. Al contrario, un eventuale ritorno dell’inflazione potrebbe indurre la Bce a mantenere una politica restrittiva, frenando la domanda di credito. Per ora, il dato Abi è accolto positivamente dal mercato: l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,8% nella seduta successiva alla pubblicazione, con i titoli bancari tra i migliori.

**Fontes**

- Comunicato stampa dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) del 17 ottobre 2026, “Rapporto mensile sul credito – Settembre 2026”. - Dati Banca Centrale Europea sui tassi di interesse ufficiali, aggiornati a ottobre 2026. - Istat, “Conti economici trimestrali – Secondo trimestre 2026” e “Occupati e disoccupati – Agosto 2026”.

Renan Filho
Sobre o autor
Renan Filho
Editor-Chefe do FORTIS News

Editor-chefe do FORTIS News. Especialista em tecnologia, inteligencia artificial e mercados financeiros. Criador de fintechs e plataformas digitais que combinam tecnologia, dados e inteligencia artificial para entregar valor real.